Saydnaya, il mattatoio umano di Assad ora simbolo di liberazione
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Redazione Esteri
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Nel 2017, Amnesty International ha definito la prigione di Saydnaya un "mattatoio di esseri umani". Situata alle porte di Damasco, questa prigione è stata teatro di torture e uccisioni di oltre 30mila persone, secondo i dati riportati dalle organizzazioni per i diritti civili. Nel 2022, l'ADMSP, l'associazione dei detenuti e delle vittime della prigione, ha dichiarato che Saydnaya era diventata di fatto un campo di sterminio. Non sorprende, quindi, che questa prigione sia stata una delle prime ad essere liberata quando i ribelli hanno preso il controllo della Siria.
Le squadre di protezione civile siriana stanno ora indagando sulle "celle sotterranee nascoste" nella famigerata prigione di Saydnaya, dopo che con la caduta del regime il carcere è stato aperto e i detenuti rilasciati. Le immagini diffuse dai militanti siriani e riprese dall'agenzia Reuters mostrano la macabra scoperta di corde per le esecuzioni tramite impiccagione dei detenuti e una pressa in metallo per schiacciare i loro corpi. Durante la prima giornata della Siria dopo la caduta del governo di Assad, si sono intensificati i lavori per liberare i prigionieri detenuti nelle carceri del paese.
Nel corso di domenica sono stati pubblicati su internet molti video, in particolare dal carcere di Saydnaya, diventato negli anni famigerato come un "mattatoio umano", dove migliaia di ribelli e prigionieri politici erano vittima di abusi e torture. Si sa che in questa prigione erano praticate esecuzioni di massa. Le immagini riprese dall'agenzia Reuters mostrano corde per le impiccagioni dei detenuti e una pressa in metallo per schiacciare i loro corpi.
La liberazione dei prigionieri in Siria rappresenta un momento cruciale nella storia del paese, segnando la fine di un'era di terrore e oppressione.




