Siria dopo Assad, un paese in trasformazione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A Damasco, la vita sembra riprendere lentamente. Le banche hanno riaperto, così come molti negozi, e lo storico suq Hamidiyah si è rianimato. Il coprifuoco è stato revocato, e ieri è stata la prima sera senza particolari restrizioni. Tuttavia, la scena è dominata dagli insorti jihadisti, che vengono vezzeggiati da molte persone. Chi non sta con Hay’at Tahrir al Sham (Hts) e gli altri gruppi anti-Assad, invece, resta a casa, uscendo solo per procurarsi cibo.

Il nuovo premier, Bashir, ha assicurato che le priorità del governo sono ristabilire la sicurezza e far rientrare i profughi che sono all’estero. Tuttavia, sul paese continuano i raid di Israele. Bashir, con la barba e la cravatta, ha rilasciato la sua prima intervista a un quotidiano occidentale, affermando che il primo obiettivo è ristabilire la sicurezza e la stabilità in tutte le città della Siria. "La gente è esausta di ingiustizia e tirannia. L’autorità dello Stato deve essere ristabilita per permettere alla gente di tornare al lavoro e alla vita normale", ha detto il premier.

Nel frattempo, le prime esecuzioni dei carnefici di regime sono iniziate, e le vittime che non torneranno mai più sono ricordate con dolore. Il giornalismo si fa anche con i piedi e i pensieri, e i nostri inviati scarpinanti a Damasco e Baltimora, a Berlino e in Donbass, raccontano storie di orrore e speranza. Tra queste, il caso e la casa di Luigi Mangione, l'archivio degli orrori di Assad e una cena a Kramatorsk.

In questo contesto, la premier italiana Meloni è considerata la leader più influente d'Europa, un paradosso che emerge dalle venti cartoline di oggi.

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