La Gam verso il futuro: il progetto che trasformerà il museo in una piazza culturale

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino si prepara a un mutamento radicale, il cui percorso concreto ha preso forma con l’individuazione del team che ne guiderà la trasformazione. Dopo il concorso internazionale bandito lo scorso aprile, la Fondazione Torino Musei e la Fondazione Compagnia di San Paolo hanno infatti proclamato vincitore il consorzio guidato dallo studio olandese Mvrdv, affiancato da realtà locali e consulenti specializzati. L’annuncio, dato dall’apertura della tradizionale busta rossa, segna un punto di svolta per un’istituzione che, dalla sua inaugurazione nel 1959, ha vissuto stratificazioni successive, alcune delle quali verranno ora ripulite per far emergere con nuova chiarezza l’identità dell’edificio.

I principi guida di un intervento atteso

Bertrand Schippan, uno degli architetti coinvolti nel progetto vincitore, ha sottolineato come l’operazione poggi su tre cardini fondamentali. Oltre alla rimozione selettiva degli interventi succedutisi nel tempo, si punta a conservare le tracce della storia dell’edificio, che non viene considerato un mero contenitore ma un organismo integrato nel tessuto urbano. La visione, del resto, supera il concetto tradizionale di museo per abbracciare quello di “luogo vivente”, una piazza culturale capace di aprirsi e dialogare costantemente con la città che lo circonda. Questa filosofia si tradurrà in spazi reinventati, tra cui un giardino e un’area a carattere pubblico, pensati per favorire l’incontro e la fruizione allargata delle collezioni.

I tempi per una rinascita annunciata

La strada verso il cantiere, tuttavia, richiede ancora alcuni passaggi tecnici essenziali. L’anno prossimo, il 2026, sarà dedicato alla definizione del progetto esecutivo, fase in cui le linee guida premiate dal concorso verranno sviluppate in ogni dettaglio costruttivo e impiantistico. Solo al termine di questo approfondimento si potrà dare il via ai lavori veri e propri, la cui apertura è attualmente prevista, salvo intoppi, per l’anno successivo, il 2027. Si tratta di un cronoprogramma che delinea un orizzonte ormai tangibile per una delle principali istituzioni culturali torinesi, chiamata a rinnovarsi nel rispetto del suo passato ma con uno sguardo decisamente proiettato al futuro.

Una sfida tra conservazione e innovazione

L’operazione di riqualificazione della Gam si configura dunque come un equilibrismo progettuale di notevole complessità, dove la pulizia delle sovrastrutture dovrà convivere con la salvaguardia della memoria materiale dei luoghi. La sfida, accolta dallo studio Mvrdv e dai suoi partner, consiste proprio nel trovare un punto di sintesi tra queste istanze, generando al contempo nuovi flussi e modalità di utilizzo. L’obiettivo finale è trasformare l’intero complesso in un polo di attrazione più accessibile e permeabile, rafforzando quel ruolo di “piazza” che già oggi svolge, seppur in forme diverse, nella vita culturale della città.

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