Un Capodanno da stelle: i cenoni stellati sfiorano i duemila euro a persona

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Caviale, tartufi bianchi e champagne delle cuvée più ambite: la notte di San Silvestro si trasforma, per una cerchia ristretta di commensali, in una gara a chi osa di più, tra piatti studiati per stupire e listini che toccano vette inedite. In un contesto dove gli ingredienti di lusso, sui mercati, vedono i loro prezzi lievitare costantemente, alcuni tra i nomi più celebri della cucina italiana propongono per il veglione del 2026 menu che sfiorano, e in certi casi superano, la soglia psicologica dei duemila euro a coperto. Una tendenza che conferma come la cena dell'ultimo dell'anno sia ormai un evento gastronomico a sé stante, distante anni luce dalle tradizioni casalinghe e concepito come un'esperienza totale di lusso ed esclusività, dove il conto finale riflette non solo il costo delle materie prime ma anche il valore attribuito all'atmosfera, alla location e al prestigio dello chef.

Cracco in Galleria: la tradizione nel salotto di Milano

Tra le proposte che catalizzano l'attenzione di chi può permetterselo, spicca quella di Carlo Cracco, il quale accoglierà gli ospiti nel cafè al piano terra del suo ristorante in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Il menù, che declina in versione elevata numerosi piatti della tradizione, promette non solo un viaggio per il palato ma anche uno per gli occhi, con la vista sullo splendido albero di Natale che illumina quello che è considerato il "salotto" della città. Una serata, la sua, che si colloca in un punto d'incontro tra l'omaggio alla cucina italiana e l'offerta di un contesto irripetibile, due elementi che, sommati, giustificano ai suoi occhi un prezzo di accesso elevato.

Lo stellario italiano si mobilita da Nord a Sud

La corsa al cenone più ricercato e opulento non coinvolge però un solo chef. Antonino Cannavacciuolo porterà la sua firma a Villa Crespi, sul Lago d'Orta, mentre Alessandro Borghese replicherà l'evento contemporaneamente nei suoi due ristoranti di Milano e Venezia, puntando su una formula collaudata ma sempre capace di attrarre clientela. A Milano anche Enrico Bartolini metterà a punto una proposta ad hoc, e lo stesso farà Nino Di Costanzo, che per una notte porterà l'alta cucina nella sua Napoli. Ognuno di loro, con stili e approcci differenti, concorre a definire una geografia della festa di fine anno che va ben oltre il semplice pasto, trasformandosi in un vero e proprio fenomeno sociale ed economico.

Il prezzo come cifra di un'esperienza totale

Al di là delle singole portate, che pure vengono curate nei minimi dettagli con prodotti di eccellenza, ciò che viene realmente venduto in queste serate è un pacchetto di sensazioni e di status. L'atmosfera elegante, la location esclusiva, il servizio impeccabile e, non da ultimo, la possibilità di essere tra i pochi a vivere quell'esperienza, sono tutti fattori che confluiscono nella determinazione di una tariffa così importante. Si tratta, in sostanza, della commercializzazione di un momento di puro lusso, dove il cibo, per quanto eccelso, diventa una componente di un insieme più vasto, volto a soddisfare un desiderio di unicità e di appartenenza a una cerchia elitaria in una delle notti più simboliche dell'anno.

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