L'Europa si riarma, la Bei finanzia la produzione di droni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Davanti all'Europarlamento riunito, la presidente della Commissione Europea ha tracciato, con parole che non ammettono ambiguità, il nuovo perimetro della sicurezza continentale. Ursula Von der Leyen ha presentato l'agenda Readiness 2030, un piano da un potenziale finanziamento di 800 miliardi di euro finalizzato a irrobustire la resilienza europea di fronte a una guerra ibrida che non conosce più confini. A questo si affiancherà la "Preserving Peace Roadmap", una tabella di marcia concepita per coordinare le risposte comunitarie a minacce di natura non esclusivamente militare. «Non è solo difesa militare», ha specificato la presidente, illustrando un ventaglio di necessità che spazia dai droni ai software, passando per i pezzi di ricambio per le infrastrutture critiche e le campagne di informazione pubblica, perché tutti, ha aggiunto, devono prepararsi a uscire dalla propria "zona di comfort".

La svolta della Banca europea per gli investimenti

La corsa al riarmo dell'Unione, di conseguenza, si allarga andando a coinvolgere un attore finanziario di primissimo piano: la Banca europea per gli investimenti. La decisione di arruolare anche la Bei segna un cambiamento di rotta sostanziale, considerando che il suo mandato principale consiste nell'erogare prestiti a condizioni vantaggiose per progetti considerati prioritari. Se fino a ieri tali priorità erano incardinate sulla transizione energetica o sull'innovazione delle piccole e medie imprese, oggi l'orientamento si sposta massicciamente verso il settore della difesa, con un'attenzione particolare alla produzione di droni, ai quali si guarda come a una componente essenziale per la sicurezza collettiva.

Il Parlamento europeo vota compatto contro Mosca

A Strasburgo, intanto, il Parlamento europeo ha mostrato una rara compattezza sull'argomento, approvando con 469 voti favorevoli una risoluzione che invoca una "risposta unitaria contro le violazioni russe". L'ampio consenso trasversale ha lasciato ai margini dell'emiciclo soltanto le formazioni più estreme, come The Left e il gruppo sovranista di Europa delle Nazioni, oltre a una parte della delegazione leghista nei Patrioti per l'Europa, che hanno espresso il loro dissenso o astenendosi o votando contro il testo. L'aula, nel suo insieme, ha quindi manifestato una posizione ferma riguardo alle interferenze provenienti da Mosca, allineandosi alle preoccupazioni espresse dalle principali capitali.

L'allarme dei servizi segreti tedeschi

Preoccupazioni che, del resto, trovano un fondamento concreto nelle valutazioni dei servizi di intelligence. Il presidente del Servizio federale di intelligence tedesco, ascoltato dalla commissione di controllo del Bundestag, ha lanciato un avvertimento particolarmente grave. Secondo le analisi del BND, la Russia ritiene di avere concrete possibilità di espandere la propria sfera di influenza verso occidente e, per farlo, non esiterebbe a entrare in un conflitto militare diretto con la Nato entro una scadenza temporale ben definita. Questa prospettiva, che fino a pochi anni fa sarebbe parsa remota, oggi contribuisce a definire un quadro strategico che giustifica le misure di preparazione e di investimento in ambito difensivo.

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