Il dilemma di Putin: escalation o trattativa? Mosca valuta l'ipotesi di un attacco alla Nato

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le preoccupazioni per l'andamento del conflitto, ormai protrattosi per oltre quattro anni, si intrecciano con le tensioni geopolitiche.

Secondo quanto emerge da fonti dell'intelligence ucraina e da analisti militari occidentali, il presidente russo Vladimir Putin si troverebbe di fronte a un bivio: da un lato, la possibilità di intraprendere la via negoziale con Kiev; dall'altro, l'opzione di una pericolosa escalation, che potrebbe includere un attacco limitato contro il territorio di un paese della Nato, forse una base negli Stati baltici, una mossa che metterebbe alla prova l'articolo 5 del Patto Atlantico.

La pressione interna e la crisi economica

La tensione non è solo sul fronte militare, ma si respira anche all'interno della società russa, dove la frustrazione per le conseguenze del conflitto si fa sempre più palpabile. La guerra è entrata nelle case dei cittadini manifestandosi con la cronica penuria di carburante, i blackout elettrici, la scomparsa di prodotti dagli scaffali e un'inflazione galoppante che ha fatto aumentare il prezzo della patata, alimento base della dieta russa, del 4,5% in un solo mese.

Questa crisi economica, unita al logoramento del conflitto, avrebbe eroso la popolarità di Putin, che si trova al suo livello più basso da quattro anni a questa parte.

Le minacce del Cremlino e l'offensiva nel Donbass

Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha recentemente lanciato un avvertimento, dichiarando che più il regime di Kiev colpirà le infrastrutture russe, più Mosca sarà costretta ad ampliare la propria zona di sicurezza. Un'affermazione che sembra anticipare una nuova offensiva terrestre, in particolare nel Donbass, dove le forze russe mirano a conquistare l'intera regione orientale.

Fonti vicine al Cremlino citate da Reuters rivelano che Putin, sotto pressione da più parti per riprendere i negoziati, avrebbe respinto le proposte di una tregua sull'attuale linea del fronte, rimanendo fermo sull'obiettivo della conquista totale del Donbass. Un'operazione che, per essere portata a termine, richiederebbe probabilmente una nuova e impopolare mobilitazione obbligatoria.

La posizione degli Stati Uniti e il vertice Nato

In questo quadro di crescente tensione, Mosca osserva con attenzione le mosse di Washington. Il Cremlino ha notato «una certa ambivalenza» nella politica americana, evidenziando come gli Stati Uniti continuino a fornire armi a Kiev ma mostrino al contempo un desiderio di favorire la fine del conflitto.

Il presidente americano Donald Trump, durante il recente vertice Nato ad Ankara, aveva dichiarato di ritenere una soluzione della guerra «più vicina di quanto si pensi», dopo aver discusso di possibili "idee per avvicinare la pace" con il leader ucraino Volodymyr Zelensky. Nonostante questi segnali, le parole di Peskov ribadiscono la linea dura russa: «La Russia è pronta per una soluzione pacifica, ma ha sufficiente capacità per agire in modo indipendente e continuare l'operazione militare speciale».

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