Kiev studia l’attacco a sorpresa su Mosca mentre il Donbass trema
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Redazione Esteri
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Mentre le truppe russe continuano a spingersi in profondità nel Donbass, avanzando di ben 110 chilometri in sole 24 ore, Kiev valuta la possibilità di un colpo simbolico sul suolo di Mosca. “Le prossime 24-48 ore saranno decisive”, affermano analisti militari, che non escludono un’azione dimostrativa per destabilizzare il Cremlino proprio nel momento in cui Vladimir Putin si prepara a incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ad Anchorage. “Potrebbe trattarsi di un’ondata di droni lanciati contro la capitale russa mentre il leader del Cremlino è in volo verso l’Alaska”, rivela una fonte occidentale, sottolineando come l’Ucraina cerchi di ribaltare la narrazione di un esercito allo stremo.
L’offensiva russa, che ha accerchiato il nodo logistico di Pokrovsk, cruciale per i rifornimenti ucraini, sembra avere un obiettivo preciso: dimostrare a Trump che le forze di Volodymyr Zelensky sono ormai in difficoltà. Conquistare terreno prima del vertice, infatti, permetterebbe a Putin di negoziare da una posizione di forza, imponendo condizioni favorevoli. Non a caso, l’avanzata si è concentrata proprio nel Donbass, dove i combattimenti hanno raggiunto un’intensità senza precedenti.
Intanto, il Primo Corpo d’Azov della Guardia Nazionale ucraina ha confermato di aver inflitto pesanti perdite alle truppe nemiche: “Negli ultimi due giorni, 151 occupanti sono stati eliminati”. L’impiego di queste unità, spesso al centro di controversie per il loro passato legato a gruppi nazionalisti, segnala la gravità della situazione sul campo. Se da un lato la Russia punta a consolidare il controllo sui territori occupati, dall’altro Kiev prova a reagire con azioni tanto audaci quanto rischiose, nella speranza di alterare gli equilibri prima che il dialogo tra Washington e Mosca prenda forma.




