Sardegna e Libertà, il prezzo del latte e le richieste di aiuto pubblico
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Redazione Economia
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Il comparto del latte ovicaprino, dopo aver vissuto due annate consecutive più che positive durante le quali le migliori cooperative hanno corrisposto agli allevatori cifre prossime a un euro e novanta al litro, affronta ora una fase di transizione che ha riacceso il dibattito sulle misure di sostegno. La dinamica, che alcuni osservatori giudicano ciclica, si è riproposta all’indomani di un sensibile calo del prezzo del Pecorino Romano, un evento che ha immediatamente rianimato le richieste di intervento pubblico. Una recente sollecitazione giunta al Consorzio di tutela, la cui gestione è guidata da Maoddi, ha riportato l’attenzione su questo schema ricorrente, spingendo a un’analisi delle reali condizioni di mercato, lontano da quelle che vengono definite, da più parti, mere strumentalizzazioni.
La controtendenza del mercato europeo
Coldiretti ha segnalato, con un comunicato ufficiale, come la filiera zootecnica dei bovini da latte, dopo un avvio d’anno positivo, stia iniziando a registrare alcuni segnali di controtendenza. L’aumento della produzione a livello continentale, in particolare in Germania, e il conseguente incremento dell’offerta di latte spot hanno determinato un ribasso sensibile del prezzo. Il rischio paventato dall’organizzazione agricola è che possano innescarsi, in questo contesto, fenomeni speculativi i quali, privi di una giustificazione logica, comincerebbero già a manifestarsi, minando la stabilità di un settore che fino a poco fa navigava in acque tranquille.
L'allarme per il settore ovicaprino nel Lazio
Parallelamente, Coldiretti Lazio ha diramato un allarme specifico per la situazione del settore ovicaprino nella regione, definendola sempre più critica a causa dei dazi doganali fissati al venticinque percento, sebbene il problema non si esaurisca con questa singola voce. A turbare gli allevatori è il timore concreto di ulteriori ribassi del prezzo del latte riconosciuto dai trasformatori, un’eventualità già paventata da diversi operatori del settore. L’associazione, per scongiurare una crisi profonda di un comparto ritenuto strategico per l’economia e l’identità agroalimentare del territorio, ha pertanto scritto alla Regione sollecitando interventi urgenti e mirati.
Il coordinamento europeo e lo spettro della crisi
La portata della questione travalica i confini nazionali, come dimostrato dall’assemblea generale dell’European Milk Board tenutasi a Bruxelles, che ha visto una nutrita partecipazione di produttori di latte provenienti da tutta Europa. L’elevato numero di adesioni è stato interpretato come un indicatore della crescente consapevolezza sulla gravità della congiuntura e della vitale importanza di un coordinamento adeguato tra gli Stati Membri. Durante l’incontro, uno dei temi centrali di discussione è stato il progressivo, e apparentemente inarrestabile, peggioramento del mercato lattiero-caseario, che lascia presagire l’arrivo di una crisi di settore di ampia portata.




