Ops Unicredit su Banco BPM, il cda di BBPM esprime perplessità
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Redazione Interno
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Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha preso atto della comunicazione relativa all'offerta pubblica di scambio volontaria promossa da UniCredit il 25 novembre, sulla totalità delle azioni di BBPM. L'offerta, che non è stata preventivamente concordata con la banca, prevede un corrispettivo unitario interamente in azioni, riflettendo un premio dello 0,5% rispetto al prezzo ufficiale di BBPM del 22 novembre e uno sconto implicito del 7,6% rispetto al prezzo ufficiale del giorno precedente.
Il cda di Banco BPM, all'unanimità, ha rilevato che l'offerta non riflette in alcun modo la redditività e il potenziale di creazione di valore per gli azionisti della banca. Le condizioni dell'offerta sono state giudicate inusuali per operazioni di questa tipologia, e non rispecchiano il valore reale della banca.
Negli ultimi anni, il settore bancario italiano ha visto diverse fusioni e acquisizioni, spesso con finalità di salvataggio, come nel caso delle quattro Good Banks e delle popolari venete. Tuttavia, dal 2020, con l'Ops di Intesa su Ubi, è iniziata una nuova stagione di fusioni strategiche, dove banche grandi e sane acquistano altre banche, altrettanto sane ma più piccole, quotate in Borsa e con assetto proprietario frazionato. Questo permette di effettuare operazioni "carta contro carta", offrendo azioni dell'acquirente in cambio di azioni della target, senza perdita di capitale per la prima.
L'offerta di UniCredit su Banco BPM, del valore di poco più di 10 miliardi di euro, è ora al vaglio del board guidato da Giuseppe Castagna.




