Honda ruota i tecnici in F1: Watanabe spiega la scelta su HRC
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Redazione Sport
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Koji Watanabe ha spiegato perché Honda ruota i propri tecnici di Formula 1, cambiandone spesso le mansioni nel corso dei programmi di sviluppo. La scelta nasce dall'organizzazione con cui la casa giapponese costruisce le power unit, un'impostazione che la distingue dagli altri costruttori presenti in griglia e che passa interamente da Honda Racing Corporation, la divisione aziendale dedicata al motorsport.
Una struttura diversa da quella dei rivali
Ferrari, Mercedes, Audi e Red Bull dispongono di reparti creati apposta per sviluppare le proprie unità motrici, con specialisti impegnati esclusivamente in questi programmi e senza altri incarichi all'interno dell'azienda. Honda ha scelto un'altra strada: lo sviluppo delle PU è affidato a HRC, che lavora come braccio sportivo del gruppo e non come costruttore autonomo. È in questo contesto che si inserisce l'avvicendamento frequente del personale tecnico, descritto da Watanabe come parte integrante del metodo di lavoro.
Il primo anno con Aston Martin, tra delusioni e rilanci
Il modello è sotto osservazione perché la prima stagione della partnership con Aston Martin si sta rivelando molto più complicata del previsto. Ad Austin Adrian Newey, team principal della squadra britannica, ha ammesso che a poche gare dalla fine il bilancio del motorista giapponese è decisamente inferiore alle aspettative, aggiungendo che anche in Honda sono «delusi dai progressi». Lo stesso Newey ha offerto una valutazione piuttosto chiara della situazione attuale e delle prospettive in vista del 2027.
Sul fronte dei piloti, Fernando Alonso è arrivato al Circuit of the Americas per il Gran Premio degli Stati Uniti consapevole delle fragilità della sua monoposto, reduce da fine settimana complessi segnati da problemi di gestione energetica, di erogazione del motore e da un telaio dal rendimento altalenante. Lo spagnolo, dopo la delusione di Singapore, ha indicato nelle caratteristiche del tracciato texano un'occasione per ritrovare buone sensazioni, mantenendo quell'ottimismo che da sempre ne definisce il carattere.
Nella stessa giornata di vigilia Alonso ha anche chiuso le voci su una possibile partecipazione alla Dakar: «Guidare è la mia natura, ma farla insieme alla F1 è impossibile».
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