Whatsapp si prepara all’integrazione dell’intelligenza artificiale, ma la privacy resta al centro
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Con oltre 3 miliardi di utenti globali, WhatsApp – il servizio di messaggistica crittografato end-to-end – si appresta a introdurre nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale generativa, senza rinunciare ai principi di sicurezza che ne hanno decretato il successo. Le novità, annunciate nelle scorse settimane, includono strumenti di riassunto e scrittura assistita dei messaggi, elaborati tramite cloud ma progettati per preservare la riservatezza delle conversazioni.
Meta, la holding che controlla WhatsApp insieme a Instagram, Facebook e Messenger, ha accelerato l’integrazione dell’AI nei suoi servizi, sfruttando il modello linguistico open-source Llama, giunto alla quarta versione. Sebbene l’azienda abbia già lanciato un’applicazione autonoma dedicata all’intelligenza artificiale – disponibile per ora solo negli Stati Uniti –, il vero banco di prova sarà l’implementazione in WhatsApp, dove la crittografia rappresenta un vincolo tecnico non trascurabile.
Proprio per conciliare innovazione e privacy, durante la conferenza LlamaCon è stata presentata la tecnologia Private Processing, che permetterà di elaborare contenuti generativi senza decifrare i messaggi protetti. Un approccio che, se confermato, potrebbe diventare un modello per l’intero settore, evitando il rischio di esporre dati sensibili a terze parti.
Intanto, l’app Meta AI – basata su Llama 4 – inizia a diffondersi come software indipendente, dopo essere stata testata all’interno dei social network del gruppo. L’obiettivo è chiaro: offrire un assistente digitale sempre più personalizzato, capace di interagire in modo naturale con gli utenti. In Italia, tuttavia, le funzionalità più avanzate rimarranno temporaneamente inaccessibili, lasciando spazio a un rollout graduale.




