Monreale, il killer confessa: "Ho fatto un macello in piazza"
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Redazione Interno
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Salvo Calvaruso, il diciannovenne arrestato per la strage di sabato notte a Monreale, ha ammesso tutto tra le lacrime appena rientrato allo Zen2, quartiere periferico di Palermo dove vive. «Ho fatto un macello», avrebbe sussurrato all’amico che gli aveva prestato lo scooter usato per la fuga. «Ho sparato, ho ucciso dei ragazzi». Una confessione strappata dal peso della colpa, mentre chi lo ascoltava lo tempestava di domande. Le sue parole, frammenti di un racconto ancora da ricostruire, hanno aperto un varco nell’indagine che vede coinvolti altri quattro complici, ancora latitanti.
Tra le vittime, Salvo Turdo, 23 anni, il cui padre non riesce a capacitarsi dell’accaduto. «Faccio fatica a crederci, mi sembra un incubo», ha detto, schiacciato da un dolore che definisce insostenibile. Accanto a lui, nella stessa piazza, sono morti Andrea Miceli e Massimo Pirozzo, mentre un sedicenne – colpito alla testa ma fuori pericolo – ha raccontato di essersi salvato «per miracolo». Ricoverato all’ospedale Ingrassia, il giovane ha ricordato i colpi senza riuscire a identificare i volti degli aggressori.
Intanto Monreale si stringe attorno alle famiglie delle vittime. In via Benedetto D’Acquisto, dove i tre ragazzi sono stati uccisi, almeno quattrocento persone si sono radunate per deporre fiori. Tra loro anche il sindaco Alberto Arcidiacono, mentre per domani è prevista una fiaccolata che partirà dalla chiesa del Santissimo Salvatore dopo la recita della novena.




