Sparatoria a Monreale, il 19enne confessa e poi sceglie il silenzio
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Redazione Interno
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Salvatore Calvaruso, il diciannovenne palermitano accusato di aver ucciso tre persone e feritone altre due durante una rissa a Monreale, ha inizialmente ammesso il suo ruolo nella sparatoria, per poi esercitare il diritto di non rispondere durante l’interrogatorio davanti al pm. Le dichiarazioni rese ai carabinieri, seppur esplicite, non potranno essere utilizzate nel procedimento giudiziario, lasciando aperte questioni sulle dinamiche e sulle responsabilità condivise.
L’episodio, che ha trasformato una serata di festa in una strage, è avvenuto nel cuore della provincia palermitana, dove un conflitto tra giovani – molti dei quali si conoscevano da anni – è degenerato in un escalation di violenza. Tra i presenti c’era anche Samuele Segreto, ex ballerino di “Amici”, che ha descritto con parole crude il caos di quella notte: spari a raffica, corpi che crollavano, urla e panico. «Eravamo tutti lì, è un paese», ha scritto su Instagram, sottolineando l’assurdità di una tragedia nata da tensioni forse banali, ma risolte con un’arma da fuoco.
Calvaruso, originario dello Zen, è accusato di strage in concorso con altre quattro persone, ancora latitanti, oltre che di detenzione illegale dell’arma del delitto. Le vittime – Salvatore Turdo, 23 anni, Andrea Miceli e Massimo Pirozzo, entrambi ventiseenni – sono state colpite a morte durante la colluttazione, mentre due feriti sono riusciti a salvarsi.




