Sparatoria a Monreale, il 19enne confessa tra le lacrime: "Ho sparato per difendermi"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Salvatore Calvaruso, il 19enne indagato per la strage di Monreale in cui hanno perso la vita tre giovani, ha scelto di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia, ma ha comunque ammesso, in un momento di spontaneità davanti al gip di Palermo, di essere stato lui a premere il grilletto. Tra singhiozzi e parole spezzate, avrebbe chiesto perdono alle famiglie delle vittime – Salvo Turdo, Massimo Pirozzo e Andrea Miceli, tutti poco più che ventenni – mentre la sua versione, ancora da verificare negli sviluppi investigativi, parla di una reazione a un’aggressione.

La dinamica, ricostruita finora attraverso dichiarazioni e frammenti di prove, risale alla notte tra sabato e domenica, quando un litigio per una guida pericolosa degenera in rissa. Calvaruso, accusato di strage e porto abusivo d’arma, sostiene di essere stato colpito con caschi e bottiglie prima di estrarre la pistola. "Mi sono difeso", avrebbe ripetuto, senza però chiarire perché avesse con sé un’arma illegale.

Intanto, sui social emergono dettagli che dipingono un quadro crudo. Un audio diffuso su Tik Tok, attribuito a un testimone, racconta l’escalation: tutto sarebbe iniziato quando un gruppo si avvicinò allo scooter di Turdo, innescando la lite. E poi c’è il dolore di Roberta, la fidanzata di Andrea Miceli, che in un post struggente gli rivolge un’ultima preghiera: "Stringi la mia mano nella tua e non lasciarla", scrive, accompagnando le parole con immagini che mostrano quanto quell’addio sia impossibile da accettare.

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