Morte avvelenate con la ricina a Pietracatella, nuovi interrogatori

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Morte avvelenate con la ricina a Pietracatella, l’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara registra un nuovo passaggio con la convocazione in Questura di Laura Di Vita. La cugina di Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne, è stata ascoltata nuovamente dagli investigatori nell’ambito degli accertamenti sul duplice decesso avvenuto nel dicembre scorso. L’audizione rientra nella fase dedicata alla raccolta di elementi utili per ricostruire ogni aspetto della vicenda.

Gli accertamenti sui reperti raccolti nell’abitazione

Gli interrogatori sono ripresi a Campobasso dopo alcuni giorni di pausa e hanno coinvolto ancora una persona informata dei fatti. Gli investigatori stanno lavorando anche sugli esami scientifici dei campioni acquisiti nell’abitazione delle vittime, dove sono stati isolati numerosi reperti da analizzare. La Procura si prepara a chiedere una proroga delle indagini preliminari per attendere i risultati delle verifiche tecniche e completare gli approfondimenti già avviati.

Le analisi sui materiali sequestrati rappresentano uno degli elementi centrali dell’attività investigativa, perché possono fornire indicazioni sulla presenza della sostanza tossica e sulle circostanze che hanno preceduto la morte delle due vittime. Il lavoro degli esperti procede insieme alle audizioni di chi potrebbe avere informazioni sui rapporti e sugli eventi collegati alla vicenda. Gli accertamenti scientifici dovranno contribuire a definire il quadro su cui si concentra l’attenzione degli inquirenti.

Le nuove ipotesi investigative dopo mesi di indagini

Dopo mesi di attività investigativa, il caso di Pietracatella viene indicato come vicino a un possibile sviluppo. Durante la trasmissione Dentro La Notizia, il giornalista Vincenzo Rubano ha riferito che gli inquirenti non avrebbero più dubbi sul movente del duplice omicidio. L’ipotesi è stata presentata nel corso del programma condotto da Gianluigi Nuzzi su Canale 5, nell’ambito degli approfondimenti dedicati al caso.

La posizione della cugina del familiare delle vittime resta legata agli elementi che gli investigatori stanno raccogliendo attraverso le testimonianze e le verifiche tecniche. La nuova convocazione arriva a distanza di mesi dall’ultima deposizione resa dalla donna, chiamata nuovamente a fornire informazioni agli organi investigativi. Gli sviluppi futuri dipenderanno anche dagli esiti degli esami ancora in corso sui campioni prelevati nell’abitazione.

Il ruolo degli esami scientifici nell’indagine

Gli accertamenti di laboratorio costituiscono una fase decisiva del procedimento, con l’obiettivo di chiarire gli elementi materiali collegati alla presenza della ricina. I risultati delle analisi saranno acquisiti nel fascicolo dell’indagine e potranno offrire nuovi dettagli agli investigatori. La richiesta di tempo ulteriore alla Procura è collegata proprio alla necessità di completare queste verifiche prima di procedere con ulteriori valutazioni.

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