Milano, l’omelia per Cecilia De Astis: «Vittima della società, non dei bambini»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «I nemici, come insegna Gesù, non sono le persone, anche se imprigionate dal male». Con queste parole, don Davide Bertocchi ha voluto ricordare Cecilia De Astis, la 71enne originaria di Ruvo travolta e uccisa lunedì 11 agosto a Milano da un’auto rubata, guidata da un gruppo di minorenni rom. Durante l’omelia, il sacerdote ha invitato a pregare per quei ragazzini, «ai quali è stata negata l’infanzia», nella speranza che «trovino qualcuno che sappia insegnare loro l’amore che vince il male».

La tragedia, avvenuta al Gratosoglio mentre la donna aspettava il tram, ha scosso la città non solo per la brutalità dell’incidente, ma anche per le circostanze che l’hanno preceduto. L’auto, una Ds rubata a quattro turisti francesi di 19 e 20 anni, era stata presa poco prima mentre i ragazzi erano in visita in Italia. «Siamo sotto shock, abbiamo vissuto un incubo da svegli», hanno raccontato i proprietari del veicolo, la cui vacanza è stata stravolta prima dal furto e poi dalla notizia dell’omicidio.

I minori coinvolti, tra gli 11 e i 13 anni, sono stati collocati in «un luogo sicuro» dalla polizia locale. L’età anagrafica, che li rende non imputabili secondo la legge italiana, è però al centro di polemiche: alcuni dubitano che il conducente, il più grande del gruppo, abbia davvero 13 anni. Se fosse anche solo di qualche mese più grande, il caso finirebbe davanti al tribunale per i minorenni.

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