Antonelli terzo a Sepang: "Fatichiamo con il bilanciamento, non abbiamo capito come far funzionare le novità"
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Redazione Salute
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Kimi Antonelli chiuderà il Gran Premio del Bahrain 2026, in scena a Sepang per il ritorno della Formula 1 in Malesia dopo nove anni, dal terzo posto in griglia. Un piazzamento arrivato al termine di una qualifica complicata, segnata da un errore che ha condizionato l'intera sessione e da una Mercedes ancora alle prese con la messa a punto del corposo pacchetto di aggiornamenti portato in pista questo fine settimana.
Il track limits che pesa sul Q3
Il leader del Mondiale aveva iniziato la giornata con buone sensazioni, tanto che al termine delle prove libere del mattino le aspettative nel box della Stella erano piuttosto alte. Le cose sono cambiate nel Q2, quando il tempo realizzato nel primo tentativo lanciato è stato cancellato per il superamento dei limiti della pista in uscita da Curva 6. Un episodio che ha costretto Antonelli a tornare in pista per un secondo tentativo, bruciando un set di gomme soft nuove che era stato messo da parte in vista del Q3.
Il risultato è che il pilota italiano si è ritrovato con un solo tentativo a disposizione nella fase decisiva, dovendo per forza di cose guidare con un margine di sicurezza che non gli ha permesso di attaccare al cento per cento.
Un pacchetto da decifrare
La Mercedes era attesa a Sepang come la grande favorita, forte di un pacchetto tecnico sviluppato in mesi di lavoro in galleria del vento e comprendente modifiche sostanziali a pance, fondo, cofano motore e bargeboard. Le simulazioni parlavano di un guadagno potenziale nell'ordine dei tre decimi al giro, un margine che avrebbe dovuto consentire alla W17 di fare il vuoto. La realtà del tracciato malese, con il suo asfalto abrasivo, le temperature elevate e un vento in aumento nel corso della sessione, ha però restituito un quadro molto diverso.
Il bilanciamento non è mai stato ottimale e la finestra di funzionamento della monoposto si è rivelata difficile da centrare, complice anche un layout che, con le sue curve medio-veloci, mette a nudo ogni incertezza del setup.
Le parole del pilota
Al termine della sessione, Antonelli non ha nascosto le difficoltà incontrate, spiegando che il potenziale del pacchetto è ancora in gran parte da estrarre. «Abbiamo fatto fatica con il bilanciamento» ha dichiarato il pilota Mercedes. «Non è stato facile e dobbiamo ancora capire bene come funziona questo pacchetto. Questo fine settimana in generale siamo stati un po' fuori finestra, dobbiamo capire meglio come funziona e credo anche che Sepang, con questo caldo e l'asfalto usurato, non sia il tracciato migliore in cui fare queste valutazioni».
Il riferimento del pilota è alla difficoltà di isolare gli effetti delle novità tecniche su una pista così particolare, dove il degrado termico e le condizioni della superficie cambiano radicalmente l'equilibrio della vettura da un turno all'altro.
La griglia e le prospettive per la gara
Alle spalle di Max Verstappen, autore della pole position con il tempo di 1:35.130, e di Lewis Hamilton, secondo con la Ferrari, Antonelli ha beneficiato della penalità di cinque posizioni inflitta a Isack Hadjar per la sostituzione della power unit. Il francese della Red Bull, terzo al termine delle qualifiche, scatterà invece dall'ottava casella, lasciando così al pilota italiano la seconda fila accanto a Charles Leclerc. Il gap dalla vetta resta comunque significativo, quasi cinque decimi, e le sensazioni in vista della gara non sono delle migliori.
«In gara credo che andremo un po' meglio rispetto alla qualifica» ha aggiunto Antonelli. «Il passo di ieri non era male. Ma credo che le Red Bull e le Ferrari siano veloci. Cercheremo di partire bene, anche perché partirò dal lato pulito della pista, e di fare la gara migliore possibile».
Il degrado come variabile decisiva
La gara di Sepang si preannuncia una prova di resistenza per le gomme, con un degrado che molti addetti ai lavori si aspettano ai livelli più alti dell'intera stagione. La superficie abrasiva del tracciato malese, paragonata da Oscar Piastri a una carta vetrata, e le temperature elevate metteranno a dura prova la gestione degli pneumatici, rendendo plausibile una strategia a due soste e non escludendo scenari persino più aggressivi.
Per Antonelli, che ha descritto l'asfalto di Sepang come il più ruvido mai incontrato, la chiave sarà riuscire a mantenere un ritmo costante senza distruggere le coperture, sfruttando eventuali opportunità legate alla variabilità delle condizioni meteo, con la pioggia che potrebbe fare la sua comparsa nel pomeriggio malese.
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