The Outer Worlds 2, Obsidian conferma: si giocherà in prima persona
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La lunga attesa per conoscere uno degli aspetti più dibattuti tra i fan, quello della prospettiva di gioco, è finalmente giunta al termine. Contrariamente alle speranze di una parte del pubblico, che auspicava l'introduzione di una visuale in terza persona per un'esperienza più cinematografica, Obsidian Entertainment ha confermato ufficialmente che The Outer Worlds 2 sarà, al pari del suo predecessore, un gioco in prima persona. Una scelta che, se da un lato deluderà alcuni, dall'altro viene percepita come una volontà precisa di mantenere intatta l'identità del progetto originale, quel senso di immersione immediata e di diretta interazione con l'ambiente che aveva caratterizzato il capitolo d'esordio. La decisione, comunicata attraverso i canali ufficiali, pone fine a mesi di speculazioni e teorie, chiarendo senza ambiguità le intenzioni degli sviluppatori.
Un universo satirico che si espande
Il sequel, le cui vicende sono ambientate nel nuovo sistema stellare di Arcadia, si propone di ampliare notevolmente i confini dell'universo narrativo, costruendo su quelle che sono le solide fondamenta gettate nel 2019. L'eredità di uno stile di gioco role-playing profondamente incentrato sulla personalizzazione del personaggio, su sistemi di scelte morali dalle conseguenze tangibili e su una vena umoristica ferocemente satirica nei confronti del capitalismo sfrenato, rimane il cuore pulsante dell'operazione. Elementi questi, che – è bene ricordarlo – affondano le loro radici nella tradizione di Interplay Entertainment e che sono stati coltivati grazie all'apporto di figure di spicco come Tim Cain e Leonard Boyarsky, i quali hanno trasfuso nel progetto la loro consolidata esperienza.
Il tono dissacrante e le prestazioni tecniche
Il medesimo spirito irriverente è stato mirabilmente catturato nel trailer di lancio, presentatosi al pubblico come un vero e proprio musical folle e dissacrante. Il video, che non si prende sul serio neppure per un istante, introduce cantando ai personaggi e agli scenari del gioco, riflettendo appieno quella che ormai può essere definita la cifra stilistica della serie. Sul fronte tecnico, le analisi comparative hanno messo in luce le opzioni a disposizione dei giocatori. Su console, infatti, sono disponibili tre diverse modalità grafiche: la modalità Qualità, che privilegia il dettaglio visivo a 30 fotogrammi al secondo; la Bilanciata, che cerca un punto d'incontro a 40 fps; e infine la Prestazioni, che mira alla fluidità a 60 fps. La risoluzione di rendering, com'è logico aspettarsi, varia sensibilmente tra le diverse piattaforme e i vari preset, con la versione per PS5 Pro che si distingue per valori complessivamente più elevati.
Accessibilità per i nuovi arrivati
Per quanto riguarda la continuità narrativa, gli sviluppatori hanno tenuto a precisare che The Outer Worlds 2 è concepito come una storia sostanzialmente autonoma. Sebbene i legami con il primo capitolo esistano e possano offrire un livello di apprezzamento più profondo a chi conosce gli eventi passati, non è affatto necessario aver completato l'episodio del 2019 per poter comprendere e godere appieno della nuova avventura. Questo approccio, che bilancia il rispetto per i veterani con l'apertura verso un pubblico più ampio, mira a rendere l'ingresso nell'universo di The Outer Worlds il più agevole possibile, senza per questo sacrificare la complessità e la ricchezza di un GdR maturo e articolato.




