Garlasco, il consulente della difesa Stasi: "Qualcuno ha manipolato il contenuto della pattumiera"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un nuovo tassello si aggiunge al mosaico del caso di Chiara Poggi, il cui omicidio risale ormai a diciannove anni fa, ed emerge da una puntata di "Filorosso" che ha visto la partecipazione del professor Francesco Maria Avato, consulente della difesa di Alberto Stasi, il quale ha sollevato pesanti interrogativi sulla gestione dei reperti custoditi all'interno dell'abitazione di Garlasco; il medico legale, in particolare, ha puntato il dito contro la manipolazione del contenuto della pattumiera di casa Poggi, un aspetto che potrebbe rivelarsi cruciale per la ricostruzione della vicenda e che

Getta ombre sulle modalità con cui sono state condotte le indagini nei mesi successivi al delitto.

La discrepanza nella pattumiera e i tempi dei rilievi

Nel corso del servizio andato in onda su Rai 3, Avato ha dichiarato di aver riscontrato una netta discrepanza tra il lotto di un contenitore di Estathé ancora presente nel frigorifero e quello, invece, ritrovato all'interno della pattumiera, un dettaglio che, secondo il consulente, potrebbe dimostrare come l'accesso ai rifiuti non sia avvenuto in modo corretto e tempestivo; le immagini del frigorifero, scattate il 5 dicembre 2007, sono state mostrate per la prima volta in televisione e risalgono a cinque mesi dopo l'omicidio, mentre la pattumiera venne repertata dagli inquirenti soltanto otto

Mesi più tardi, un lasso di tempo che di per sé appare problematico per la conservazione e l'integrità delle prove. "Noi non eravamo in condizione di repertare nulla", ha ribadito Avato, spiegando che i consulenti della difesa poterono soltanto osservare e fotografare, senza nemmeno poter esaminare la pattumiera; quando chiesero di preservarla, la richiesta incontrò la sorpresa dell'allora maggiore dei carabinieri Gennaro Cassese, il quale, va ricordato, è attualmente indagato per false dichiarazioni proprio nell'ambito di questa inchiesta.

"Qualcun altro ha manipolato il contenuto"

La dichiarazione più grave, tuttavia, è quella con cui Avato afferma che "qualcun altro ha manipolato il contenuto della pattumiera, indipendentemente da noi", un'accusa pesante che lascia intendere come l'accesso e il trattamento dei rifiuti di casa Poggi siano avvenuti in modo non trasparente e potenzialmente viziato da interventi esterni non autorizzati; il consulente ha inoltre precisato che, alla domanda se altri fossero autorizzati a intervenire sulla spazzatura, la sua risposta è stata un "presumo, ma non lo so", a testimonianza di una confusione e di una mancanza di chiarezza che hanno

Caratterizzato sin dall'inizio la catena di custodia di alcuni reperti. La vicenda si intreccia con un altro dei temi al centro del dibattito televisivo, ovvero la circolazione non autorizzata di documenti e atti dell'inchiesta, un fenomeno che ha portato alla luce la presenza di fotografie scattate il giorno di Natale e un accesso agli atti che nessuno, tra i soggetti chiamati in causa, avrebbe riconosciuto di aver autorizzato.

Il dibattito su Zona Bianca e le telefonate di Sempio

Il caso è stato oggetto di accesi confronti anche in altre trasmissioni, come "Zona Bianca", dove il dibattito si è concentrato su due filoni distinti ma destinati a intrecciarsi: da una parte le telefonate tra Andrea Sempio e l'abitazione dei Poggi nei giorni immediatamente precedenti l'omicidio, dall'altra la già citata circolazione di atti riservati; nel corso della puntata, è emerso in particolare il dato delle tre chiamate effettuate da Sempio tra il 4 e l'8 agosto 2007, di cui una di 21 secondi, che secondo alcuni avrebbero insospettito gli inquirenti.

Sempio, ospite in collegamento, ha ricostruito quei contatti come un tentativo di mettersi in contatto con l'amico Marco Poggi, impossibilitato a raggiungerlo sul cellulare, per organizzare una partenza per la montagna.

Le scadenze giudiziarie e le nuove perizie

In attesa della data del 28 settembre, termine ultimo per la chiusura delle indagini preliminari, la Procura di Pavia ha disposto una serie di nuove perizie per rafforzare il quadro indiziario nei confronti di Sempio, che viene ritenuto responsabile dell'omicidio volontario pluriaggravato da crudeltà e motivi abietti; le consulenze riguardano il Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima, l'analisi antropometrica del piede per stabilire la compatibilità con l'impronta 33 trovata sulla scena del delitto, e una perizia psichiatrica alla quale, tuttavia, la difesa dell'indagato ha già annunciato

Che non si sottoporrà. La decisione dei legali di Sempio di opporsi a quest'ultimo accertamento ha suscitato ulteriori polemiche e alimentato il confronto tra le parti, in un clima che resta rovente a quasi due decenni da quel 13 agosto 2007.

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