Iran, le immagini satellitari mostrano i danni ai siti nucleari dopo l'attacco Usa
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Redazione Esteri
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Le foto scattate dai satelliti e diffuse nelle ultime ore mostrano con chiarezza i siti nucleari iraniani di Natanz e Isfahan prima e dopo i bombardamenti condotti dagli Stati Uniti nella notte tra sabato e domenica. Se Benjamin Netanyahu, il premier israeliano, parla di "strutture gravemente danneggiate, alcune addirittura distrutte", soprattutto a Natanz, il governo di Teheran mantiene un insolito silenzio, evitando di rilasciare stime ufficiali sui danni subiti.
Quello che emerge dalle immagini è comunque sufficiente a delineare la portata dell’operazione, che aveva come obiettivo dichiarato il rallentamento – se non l’azzeramento – del programma nucleare iraniano, considerato una minaccia diretta da Israele e dagli Stati Uniti. Questi ultimi, entrati ufficialmente in guerra al fianco di Tel Aviv, hanno impiegato mezzi d’attacco senza precedenti.
Tra questi, secondo fonti internazionali, ci sarebbe stata la bomba anti-bunker GBU-57, soprannominata Massive Ordnance Penetrator, mai utilizzata prima in un conflitto reale. Con un peso di oltre 13 tonnellate e una capacità di penetrazione che supera i 60 metri di cemento armato, l’ordigno è stato progettato per colpire strutture sotterranee come quelle di Fordow, uno dei bersagli principali dell’attacco.
Mentre Donald Trump ha parlato di un successo totale – "Lo abbiamo cancellato", ha dichiarato –, i funzionari americani hanno adottato toni più prudenti, sottolineando che servirà tempo per valutare l’effettiva entità dei danni. Quel che è certo è che l’Iran, almeno per ora, non ha fornito dettagli, né conferme, né smentite. Un silenzio che, in queste ore, alimenta speculazioni e interpretazioni contrastanti.




