Attacco Usa in Iran: le immagini satellitari di Fordow prima del raid e la nuvola di fumo dopo i bombardamenti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Le immagini catturate dai satelliti mostrano il sito nucleare di Fordow, tra i più protetti e strategici dell’Iran, prima che i B-2 americani sganciassero dieci delle dodici GBU-57, le cosiddette "superbombe" da 14 tonnellate ciascuna. Il complesso, scavato nelle montagne e considerato quasi invulnerabile, è stato colpito insieme ad altri obiettivi, tra cui Natanz e Isfahan, in un’operazione che ha segnato un’escalation senza precedenti nel confronto tra Washington e Teheran.
Nei video diffusi dai media iraniani e geolocalizzati dalla Cnn, una densa colonna di fumo scuro si alza all’orizzonte, mentre una voce fuori campo afferma che «l’unico fumo visibile nel cielo sopra Fordow proviene dal sito nucleare». L’agenzia di stampa ufficiale Irna, tuttavia, ha poi pubblicato un servizio del suo inviato sul posto, il quale ha sostenuto che la nuvola non si troverebbe direttamente sopra l’impianto. «È come se qui non ci fosse stato alcun attacco», ha dichiarato il giornalista, sebbene le immagini mostrino chiaramente detriti e polvere sollevarsi nell’area circostante.
Il Centro nazionale per la sicurezza nucleare iraniano, citato dai media statali, ha assicurato che non vi sono «segni di contaminazione» a Fordow, Natanz o Isfahan, aggiungendo che i rilevatori di radiazioni non hanno registrato fughe di materiale pericoloso. Una dichiarazione che, se confermata, ridimensionerebbe i timori di un disastro ambientale, ma che contrasta con la potenza distruttiva delle GBU-57, progettate per penetrare bunker profondi fino a 60 metri.




