Monserrato, Secci in carcere a Uta: silenzio davanti al magistrato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giovanni Secci, l'81enne accusato di aver ucciso la moglie Mariolina Seguri soffocandola con un cuscino nella loro abitazione di via Boezio a Monserrato, è stato trasferito nella notte nel carcere di Uta. Nella giornata di ieri l'uomo aveva scelto la linea del silenzio, rifiutandosi di rispondere alle domande del magistrato nella caserma di Monserrato, dove era stato portato dai carabinieri della stazione pochi minuti dopo il delitto. Il sostituto procuratore Enrico Lussu, che coordina l'inchiesta, lo interrogherà lunedì nell'udienza di convalida.

La ricostruzione della tragedia

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la donna, malata da circa dieci anni e assistita costantemente dal figlio che viveva con i genitori, aveva appena finito di pranzare quando il figlio l'aveva accompagnata a letto prima di uscire per andare al lavoro. Rimasti soli nell'appartamento, Secci avrebbe raggiunto la moglie in camera da letto e l'avrebbe soffocata. Immediatamente dopo l'uomo, in evidente stato di choc, ha chiamato prima il figlio pronunciando la frase “Vieni, mamma non c'è più”, quindi ha contattato il 112 parlando con i medici del 118 e ammettendo di aver ucciso la coniuge.

L'arrivo dei soccorritori e gli accertamenti

All'arrivo dei sanitari del 118 e dei carabinieri della Compagnia di Quartu e del Comando provinciale di Cagliari, per la donna non c'era più nulla da fare. I militari hanno trovato il pensionato in cucina, con le mani tra i capelli. Sul posto sono giunti anche il magistrato di turno e il medico legale Roberto Demontis, al quale è stata affidata la perizia necroscopica sulla salma, in programma lunedì all'Istituto di medicina legale del Brotzu. Da un primo esame sul corpo della vittima non sarebbero emersi segni evidenti di violenza né tracce di resistenza.

I carabinieri hanno sequestrato i cuscini della camera da letto e altri elementi ritenuti utili alle indagini.

Il quadro familiare e le dichiarazioni del sindaco

Mariolina Seguri, stando a quanto riferito da conoscenti, non era più lucida a causa di problemi psichici e soffriva di gravi patologie alla vista. Il dramma si sarebbe consumato in un contesto di solitudine e di esasperazione legato alle condizioni di salute della donna. Il sindaco di Monserrato, Tomaso Locci, giunto sul luogo del delitto, ha definito la vicenda “sicuramente frutto di un disagio che va avanti da tanto”, aggiungendo che si tratta di un femminicidio.

Il primo cittadino ha inoltre precisato che la coppia non era seguita dai servizi sociali e che l'unica occasione di contatto risale allo scorso agosto, quando i coniugi si erano presentati agli uffici per motivi diversi da quelli legati all'assistenza della donna.

Il quadro investigativo

Le indagini, coordinate dal tenente colonnello Francesco Donvito e dal capitano Gianmarco Daidone con i militari del Reparto operativo radiomobile di Quartu e della Stazione di Monserrato, hanno portato alla chiusura degli accertamenti sulla dinamica dell'omicidio. Il dossier sarà girato oggi in Procura. Resta da chiarire il movente, che appare legato alla situazione di difficoltà patita dalla famiglia. Sulle dichiarazioni rese dall'uomo dopo l'arresto non sono trapelate indiscrezioni.

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