Riforma sanitaria in Italia: un passo avanti, ma persistono le criticità
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Redazione Interno
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Il decreto sulle liste d'attesa per l'accesso ai servizi sanitari in Italia ha subito una modifica significativa. L'articolo 2, che riguarda l'organismo di controllo diretto sulle Aziende Sanitarie Locali (Asl), è stato cambiato, un fatto accolto positivamente da tutte le Regioni. Tuttavia, molte di esse esprimono ancora dubbi sull'efficacia complessiva del decreto.
Il punto di vista delle Regioni
Raffaele Donini, coordinatore della Commissione Salute in sede di Conferenza delle Regioni e assessore alla Sanità in Emilia-Romagna, ha espresso la sua opinione in merito. Secondo Donini, nonostante il cambiamento dell'articolo 2 sia un passo avanti, persistono criticità sull'efficacia del decreto.
Il compromesso tra Governo e Regioni
L'esame del decreto sulle liste d'attesa in sanità nell'aula del Senato dovrebbe slittare a domani. Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari Sociali del Senato, ha riferito che la maggioranza ha trovato un accordo con le Regioni sui punti più controversi. L'obiettivo dell'accordo è consentire allo Stato di controllare i flussi di spesa in modo tale da garantire risposte per i cittadini, in particolare per quelli appartenenti a una categoria particolare, cioè quella dei cittadini fragili che aspettano prestazioni sanitarie.
La posizione del Partito Democratico
Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico (Pd), ha espresso la sua preoccupazione riguardo al decreto. Secondo Schlein, il governo non vuole trovare le coperture perché nella loro visione non si deve finanziare meglio la sanità pubblica. Ha definito il decreto sulle liste di attesa come un "decreto vuoto" e ha accusato il governo di lavorare verso lo "smantellamento della sanità pubblica". Ha concluso con un appello alla serietà nel nome degli italiani, affermando che il Pd non accetta che si prendano in giro gli italiani.




