Esplosione a Trieste, palazzo sventrato e inagibile dopo il boato di via Baiamonti
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Redazione Interno
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L’esplosione, che ha letteralmente squarciato l’ultimo piano di una palazzina nel rione di Chiarbola, è avvenuta quando ormai molti triestini, complice la giornata di festa, si accingevano a sedersi a tavola per il pranzo di Pasqua. Era mezzogiorno e tre quarti, in via Baiamonti al civico 16, una delle strade più densamente abitate del capoluogo giuliano, quando un boato fortissimo ha interrotto bruscamente quella quiete domenicale. Subito dopo la deflagrazione, le fiamme hanno iniziato a divorare l’appartamento al quinto piano, un’abitazione che – va detto – in quel momento era vuota: la coppia che vi risiedeva, infatti, era uscita di casa da pochi minuti, scampando così a quella che avrebbe potuto essere una strage.
I vigili del fuoco, la cui caserma di via d’Alviano dista pochissimo dal luogo della tragedia, sono intervenuti in forze. Il caposquadra Matteo Fidel, che guidava la prima squadra arrivata sul posto, ha raccontato di aver ricevuto una chiamata iniziale per “un tetto in fiamme”, ma la realtà che si è presentata agli occhi dei pompieri era ben più grave. Una parete intera dell’edificio era stata letteralmente sventrata, e dalle larghe fessure del muro fuoriuscivano lingue di fuoco che alimentavano un incendio diffuso. In meno di un’ora, grazie anche all’arrivo dell’autobotte e dell’autoscala, coadiuvati dai distaccamenti di Muggia e Opicina, le fiamme sono state spente e l’area messa in sicurezza.
L’intossicata e il cane senza vita
Se la coppia destinataria dell’appartamento epicentro dello scoppio è rimasta illesa, lo stesso non si può dire per un’altra residente dello stabile. Una donna di cinquantasette anni, che si trovava in un’altra porzione del condominio al momento della deflagrazione, è stata trasportata d’urgenza in ospedale a causa di una grave intossicazione. Non è stato possibile, invece, fare alcunché per un cane che è stato trovato senza vita tra le macerie e i detriti accumulati dall’esplosione. Un particolare, quest’ultimo, che aggiunge un ulteriore strato di drammaticità a un quadro già di per sé pesante.
L’aggiornamento delle 17.30: stabile inagibile e quindici famiglie senza casa
Con il passare delle ore, l’inchiesta dei tecnici e degli inquirenti ha permesso di tracciare un bilancio più preciso. L’aggiornamento diffuso intorno alle diciassette e trenta ha confermato che l’intero edificio di via Baiamonti, composto da quindici appartamenti oltre ad alcuni fori commerciali al piano terra, è stato ufficialmente dichiarato inagibile. Le operazioni di spegnimento e bonifica sono state completate, ma i danni strutturali – a giudicare dalla parete collassata e dalle crepe visibili – appaiono talmente estesi da non lasciare alcuna possibilità di rientro, almeno nel breve periodo, per gli sfollati.
Un pranzo di Pasqua interrotto dal boato
Proprio mentre molti italiani si scambiavano la tradizionale colomba pasquale, a Trieste il suono che ha dominato la tarda mattinata è stato quello delle sirene. I vigili del fuoco, che stavano per iniziare il loro pranzo di festa in caserma, hanno dovuto abbandonare ogni pensiero di celebrazione per riversarsi in via Baiamonti. Il caposquadra Fidel ha descritto con sobrietà l’intervento: una volta arrivati sul posto, ci si è trovati di fronte a una parete sventrata e a un incendio che usciva dal foro più ampio visibile sulla facciata. Lo spegnimento, sebbene rapido, ha dovuto tenere conto della fragilità della struttura, ormai compromessa. L’esplosione, le cui cause sono ancora al vaglio degli inquirenti, ha così trasformato un giorno di festa in un incubo di macerie e paura, lasciando un intero caseggiato fantasma nel cuore di Chiarbola.




