Esplosione a Trieste in via Baiamonti, palazzo dichiarato inagibile e un cane morto tra le macerie
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Redazione Interno
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Era quasi mezzogiorno e tre quarti, nella domenica di Pasqua, quando un boato ha squarciato il silenzio del rione di Chiarbola. A saltare in aria, per cause ancora tutte da accertare, è stato un appartamento situato all’ultimo piano – il quinto – del civico 16 di via Baiamonti, una delle strade più popolose della città. La deflagrazione, della quale si sono subito occupati i vigili del fuoco della vicina caserma di via d’Alviano, è stata talmente violenta da strappare via parte della facciata e del tetto dello stabile, trasformando in pochi secondi l’alloggio in un ammasso fumante di calcinacci e detriti.
La dinamica e i soccorsi nell’appartamento distrutto
Sul posto, come riportato dalle ricostruzioni iniziali, si sono precipitate tre squadre dei pompieri supportate da un’autoscala e un’autobotte, oltre ai carabinieri e alla polizia locale. La loro priorità, una volta domate le fiamme in meno di sessanta minuti, è stata quella di mettere in sicurezza un’area che versa ancora in stato di totale pericolo. La potenza dell’urto è stata tale che alcune delle macerie precipitate in strada hanno centrato in pieno un’auto in sosta, mentre l’intero condominio – che conta quindici unità abitative oltre ad alcuni locali commerciali – è stato dichiarato inagibile. La strada sottostante, ancora disseminata di calcinacci, rimane interdetta al transito pedonale e veicolare per permettere le verifiche statiche.
Sfollati e accoglienza: i numeri dell’emergenza
Non si registrano, sebbene il boato abbia seminato il panico tra i residenti, vittime tra le persone. Lo scenario, tuttavia, rimane quello di un piccolo paese fantasma in pieno centro: venticinque famiglie sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni da un momento all’altro. La maggior parte di loro ha trovato riparo da parenti o amici, ma una decina di individui ha dovuto fare affidamento sui servizi sociali del comune e sulla Caritas. Otto di loro, nello specifico, sono state prese in carico e sistemate all’hotel Alabarda di via Valdirivo: si tratta di una famiglia composta da tre persone (tra le quali figura un bambino) e di due coppie.
Il bilancio della cronaca: una donna in ospedale e la morte di un cane
Tra i fatti di cronaca che emergono dalle evacuazioni, spicca la vicenda della donna ricoverata: una signora di cinquantasei anni che viveva nell’appartamento attiguo a quello esploso. La donna è stata soccorsa dopo che sulla sua abitazione sono crollati alcuni pezzi di muro e, sebbene sia uscita autonoma dallo stabile, ha riportato un’intossicazione dovuta all’inalazione dei fumi tossici sprigionati dall’incendio. Sul fronte degli animali, invece, la notizia è più drammatica: i vigili del fuoco hanno recuperato senza vita il di un cagnolino di cinque anni, di nome Loki, che si trovava nell’appartamento vicino mentre il proprietario era fuori casa. Nessuno si trovava invece nell’alloggio epicentro dello scoppio, rimasto inspiegabilmente vuoto nonostante fosse affittato.




