Milano Cortina 2026, la fiaccola scalda il Veneto: dai riflettori di Padova al fascino di Venezia
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Redazione Sport
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L'irrefrenabile viaggio della Fiamma Olimpica attraverso le città italiane, una traversata che più che una semplice staffetta sembra un racconto collettivo in divenire, ha toccato con forza il cuore del Veneto, suscitando ovunque un'adesione popolare che supera le più rosee attese. Dopo aver acceso di significato e di folla Prato della Valle a Padova, dove almeno quattromila persone hanno gremito la piazza più vasta d'Italia in una vigilia carica di attesa, il simbolo dei Giochi ha proseguito il suo cammino, lasciandosi alle spalle l'eco delle folle e delle emozioni condivise. A Padova, il momento culminante è stato affidato a Franca Benini, responsabile del centro Veneto delle cure palliative pediatriche, una scelta che ha conferito alla cerimonia un profondo valore civico e sociale, mentre il tragitto cittadino era stato solcato, tra gli altri, dai fratelli Mirko e Mauro Bergamasco, vere e proprie istituzioni del rugby nazionale.
La sfida di Treviso e i volti noti del territorio
L'indomani, il testimone è passato a Treviso, dove l'obiettivo dichiarato per il pubblico locale era quello di "tenere testa" allo straordinario riscontro padovano. La città della Marca ha puntato su tedofori d'eccezione per animare il suo segmento di percorso, che si è snodato dalle 11.44 alle 12.49 con partenza in viale Vittorio Veneto, davanti alla palestra Coni. Sul listone dei portatori della torcia sono comparsi nomi di spicco come Red Canzian, autore tra l'altro dell'inno ufficiale del viaggio della fiaccola, e Alessandro Troncon, altro pilastro della storia rugbistica trevigiana. Accanto a loro, secondo quanto trapelato, ha corso anche il giovane regista Andrea Corazza, specializzato in cortometraggi, a dimostrazione di come il comitato organizzatore cerchi di intrecciare lo sport con le diverse espressioni culturali e artistiche del territorio.
Bassano del Grappa e l'orgoglio delle comunità più piccole
Anche le realtà più piccole hanno vissuto il loro attimo di gloria sotto il segno dei cinque cerchi, come nel caso di Bassano del Grappa, dove l'attesa per la rivelazione dei nomi dei tedofori locali aveva creato un palpabile fermento. La tappa bassanese, infatti, è stata caratterizzata da una partecipazione fortemente radicata nel territorio, con soli due tedofori originari della città: i fratelli Riccardo e Lorenzo Ruffato, ai quali è spettato l'onore di portare per primi la torcia nella loro città. Tra i partecipanti figurano anche Eleonora Bertin, di Fellette di Romano d'Ezzelino, e un volto celebre dello sport italiano come la pallavolista Monica De Gennaro, il cui contributo ha aggiunto un ulteriore tassello di prestigio alla giornata.
Venezia, la tappa numero 46 tra terra e acqua
Il percorso odierno, giovedì 22 gennaio, rappresenta forse una delle tappe più iconiche e spettacolari dell'intero tour nazionale: la Fiamma fa infatti il suo ingresso a Venezia per la quarantaseiesima tappa. Partita da Stra, la staffetta ha toccato Mestre per approdare infine nel capoluogo lagunare, dove è previsto un doppio tracciato che unisce terra e acqua. Il simbolo olimpico, infatti, navigherà a bordo delle imbarcazioni tipiche Serenessima e Dodesona, in un suggestivo contrappunto tra tradizione navale e spirito sportivo, prima dell'arrivo finale in Piazza San Marco, scenario senza tempo che si prepara ad accogliere il rito dell'accensione del braciere cittadino.




