Baldini e il risveglio azzurro: Camarda trascina l'Under 21 oltre l'Armenia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'Italia Under 21, dopo un avvio di gara insolitamente soporifero, ha saputo trovare nella ripresa i giusti anticorpi per imporsi con un rotondo 5-1 sull'Armenia, di fronte a un pubblico cremonese che attendeva da ventisette anni un ritorno della maglia azzurra in quella che è considerata una delle piazze storiche del calcio nazionale. Il tecnico Silvio Baldini, commentando la prestazione, non ha usato giri di parole per descrivere la prima frazione, paragonando la squadra, e in particolare il giovane attaccante Francesco Camarda, a chi "ha fatto la ninna nanna", in un'espressione che racchiude tutta la frustrazione per un approccio iniziale certamente non all'altezza delle aspettative.

La stanchezza iniziale e la reazione

Nonostante il quadro complessivo del girone di qualificazione europea, che vede gli azzurrini a punteggio pieno dopo quattro incontri, l'incontro contro una formazione armena schierata con un atteggiamento di chiusura massima ha evidenziato, secondo quanto rilevato dallo stesso ct, delle difficoltà che ricordano le partite più complicate del campionato di club, quelle in cui la stanchezza fisica e mentale fanno fatica a trovare gli stimoli giusti. La partita, infatti, è rimasta in equilibrio per tutto il primo tempo, con l'Italia che ha faticato non poco a scardinare il compatto muro avversario, creando sì diverse occasioni ma senza la necessaria determinazione per concretizzarle, un aspetto, questo, che ha portato Baldini a operare delle sostituzioni già all'intervallo.

Il duo Milan e l'esplosione di Camarda

Protagonista assoluto della ripresa è stato Francesco Camarda, attaccante in prestito al Lecce ma di proprietà del Milan, il quale ha messo a segno una doppietta che ha dato una svolta decisiva alle sorti della partita. La sua prima rete, in particolare, è nata da un'azione costruita insieme al compagno di squadra e grande amico Davide Bartesaghi, anche lui calciatore rossonero, in una combinazione che ha dimostrato una sintonia preziosa per il gioco della nazionale. Quel che ne è seguito è stato un autentico monologo azzurro, con la squadra che, sbloccato il risultato, ha trovato una fluidità offensiva prima assente, segnando ripetutamente e chiudendo la pratica ben prima del fischio finale.

L'analisi sul rendimento di Ndour

Un discorso a parte merita la prestazione di Cher Ndour, il cui primo tempo è stato piuttosto movimentato e non privo di occasioni, tra un palo colpito e un calcio di rigore, conquistato personalmente ma poi fallito, elementi di un parziale che hanno indotto il mister a un cambio durante la pausa. L'episodio del rigore sbagliato, unito alla generale difficoltà della squadra nel periodo iniziale, ha contribuito a quella sensazione di partita "buttata via" nella prima frazione, alla quale Baldini ha fatto riferimento, sottolineando come il rendimento complessivo sia migliorato sensibilmente solo in seguito, grazie a un differente spirito e a una maggiore incisività.

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