I sindaci del Pd sostengono le nuove tasse su affitti brevi e soggiorno
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Redazione Economia
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Mentre nel centrodestra non si registrano voci a favore dell’imposta sugli affitti brevi, che passa dal 21 al 26 per cento, alcuni esponenti di primo piano del Partito democratico – i sindaci Beppe Sala, Roberto Gualtieri e Sara Funaro – ne hanno apertamente benedetto l’introduzione nella manovra economica. Una misura, questa, che si applica alle transazioni concluse tramite piattaforme digitali come Airbnb e Booking, la cui efficacia nel generare gettito significativo appare, a uno sguardo analitico, piuttosto limitata; un intervento che, se l’obiettivo dichiarato fosse il mero reperimento di risorse, rischierebbe di configurarsi come un tipico caso in cui la montagna partorisce il proverbiale topolino. La scelta fiscale, dunque, solleva interrogativi sulla sua reale utilità, al di là del consenso che raccoglie in alcuni segmenti della politica cittadina.
La questione Eni e le sentenze che assolvono
In un ambito completamente differente, quello giudiziario, si è consumato un altro capitolo significativo che ha visto coinvolta l’Eni. Dopo la recente conferma di condanna in un altro grado di giudizio, una nuova sentenza ha infatti inflitto un’ulteriore battuta d’arresto all’azione del pm Fabio De Pasquale. Le motivazioni dei giudici, che hanno portato all’assoluzione dell’imputato Abubakar dall’accusa di corruzione internazionale nel noto affare nigeriano Opl 245, hanno smontato pezzo per pezzo la ricostruzione accusatoria sostenuta dai pubblici ministeri De Pasquale e Sergio Spadaro. Il tribunale, in particolare, ha definito “risibili” le amnesie e le giustificazioni fornite dal teste chiave Armanna, mettendo in seria discussione la solidità dell’intero impianto processuale costruito dall’accusa.
Milano e la tassa di soggiorno per le Olimpiadi
Sul fronte delle politiche locali, Milano si prepara a un progressivo inasprimento della tassa di soggiorno, un incremento che il decreto legge Anticipi ha già reso possibile. Il provvedimento, entrato in vigore di recente, autorizza il Comune a portare il tributo fino a dieci euro a notte per ospite in vista degli imminenti Giochi olimpici invernali. Una decisione che allinea la città a quanto già praticato nella capitale, sebbene con una peculiarità di non poco conto: la metà esatta delle somme aggiuntive riscosse grazie a questo rialzo non andrà a beneficio delle casse comunali, ma verrà dirottata verso le finanze statali, con il preciso scopo di finanziare opere e interventi legati alla manifestazione sportiva. C’è poi chi, osservando da vicino il settore, avanza proposte alternative; Rocco Salamone, presidente dell’Associazione turismo e ricettività albergatori di Confesercenti Milano, suggerisce infatti di calibrare l’aumento non in valore assoluto, bensì in percentuale sul prezzo della camera d’albergo.
Uno sguardo sugli sviluppi futuri della tassa
L’incremento della tassa di soggiorno, del resto, non sembra destinato a fermarsi ai dieci euro. È già prevista, per l’anno prossimo, la possibilità di un ulteriore innalzamento di due euro, che porterebbe il tributo a un massimo di dodici euro per notte. Questo meccanismo a due fasi, se da un lato fornisce al comune uno strumento per far fronte alle spese straordinarie collegate all’evento olimpico, dall’altro trasferisce una fetta consistente di quelle entrate direttamente allo Stato, ridisegnando gli equilibri finanziari tra enti locali e governo centrale in un momento di particolare impegno per la città.




