Famiglia nel bosco, l’allontanamento e il nuovo disagio: zuccheri, tv e il rifiuto della videochiamata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non è solo il distacco fisico, quello che separa i tre figli della coppia Trevallion dalle mura domestiche di Palmoli, a preoccupare gli esperti incaricati di seguire la vicenda. A gettare ulteriore ombra sul benessere dei minori – allontanati dai genitori lo scorso novembre e attualmente ospitati in una comunità protetta a Vasto – sono le profonde lacerazioni nelle loro abitudini quotidiane, un cambiamento che i consulenti di parte descrivono come una cesura tanto improvvisa quanto potenzialmente dannosa per il loro equilibrio psicologico.

Secondo la relazione depositata al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, firmata dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicoterapeuta Martina Aiello, la vita dei piccoli è stata stravolta su piu fronti. Se prima seguivano una dieta priva di carne e latticini, basata su verdure, legumi e frutta secca, oggi si trovano esposti a un’alimentazione standardizzata dove fanno capolino prodotti industriali e zuccheri raffinati. Tale cambiamento, spiegano i tecnici, non è passato inosservato sul piano comportamentale: i bambini cercherebbero quei cibi mai assaggiati prima in maniera quasi compulsiva, specialmente dopo i contatti – già di per sé emotivamente carichi – con la madre.

A ciò si aggiunge un’altra variabile, del tutto assente nella loro precedente esistenza “off the grid”: la televisione. L’introduzione dello schermo nelle ore serali, pratica che i consulenti definiscono estranea alla precedente organizzazione familiare, ha contribuito a disgregare i ritmi del sonno, già provati dall’ansia da separazione. I minori, si legge nelle carte, faticano ad addormentarsi e soffrono di risvegli notturni frequenti, elementi che in ambito clinico rappresentano indicatori classici di uno stato di sofferenza e di una difficolta di adattamento al nuovo contesto.

Mentre i professionisti analizzano questi effetti sulla salute psicofisica dei bambini, la sfera emotiva della madre, Catherine Birmingham, vive una fase di crescente angoscia, alimentata dal timore che il legame con i suoi figli si stia irreversibilmente indebolendo. La donna, che dal 6 marzo scorso può interagire con loro solo attraverso videochiamate programmate, ha visto concretizzarsi i suoi peggiori incubi durante una di queste comunicazioni.

Il rifiuto della figlia e lo scontro sulla pubblicazione del libro

L’episodio che ha scatenato la nuova ondata di preoccupazione riguarda una delle gemelle di otto anni: la bambina si è rifiutata di partecipare alla videochiamata con la madre, un silenzio che per Catherine Birmingham suona come una conferma dei suoi timori piu oscuri. “Temo che i miei bimbi non vogliano piu vedermi”, ha dichiarato la donna ai giornalisti, interpretando quel rifiuto come il possibile sintomo di un distacco emotivo che i consulenti di parte avevano già evidenziato nella loro relazione. La madre, che aveva già avuto modo di esprimere i suoi dubbi sulla volontà dei figli di rivederla, vive ora con ansia crescente il conteggio dei giorni che la separano da loro.

Parallelamente al dramma familiare, si è aperto un nuovo capitolo di natura legale che coinvolge la stessa Catherine Birmingham. La tutrice dei minori, Maria Luisa Palladino, ha sollevato una contestazione pesante nei confronti della madre, accusandola di sfruttare la storia dei propri figli per fini commerciali. L’occasione per questa censura è offerta dall’imminente pubblicazione del libro “La nostra vita libera”, in uscita dal 5 maggio, dove Catherine racconta la scelta di una vita alternativa, fuori dai modelli del consumo. Secondo quanto riportato dalla stessa tutrice nell’atto presentato alla Corte d’Appello dell’Aquila, l’esposizione mediatica dei minori attraverso l’opera letteraria sarebbe incompatibile con la richiesta di ricongiungimento familiare, gettando cosi un’ulteriore ombra sulle possibilità di rivedere i propri figli in tempi brevi.

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