Tregua in Libano, la fragile pace vacilla

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La fragile tregua in Libano sembra vacillare, nonostante gli sforzi diplomatici per mantenerla. Gli Stati Uniti stanno aumentando la pressione su Israele affinché si astenga da risposte non proporzionate e sul governo di Beirut per evitare che Hezbollah intensifichi gli attacchi, mettendo a repentaglio il cessate il fuoco. Sul terreno, la notte scorsa, almeno nove persone sono rimaste uccise in raid delle Forze di difesa israeliane (Idf) nel governatorato di Nabatieh. La tregua, che prosegue dal 27 novembre, regge solo sulla carta, nonostante gli scontri e le tensioni crescenti.

Gli Stati Uniti affermano che la tregua è stata mantenuta e che sono al vaglio le accuse di entrambi gli schieramenti. Washington avrebbe esercitato pressioni su Tel Aviv affinché limitasse la risposta ai due colpi di mortaio sparati da Hezbollah. Tuttavia, il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, ha avvertito che, se l'esercito libanese non farà rispettare la propria parte dell'accordo di cessate il fuoco, si ritornerà in guerra e Israele si spingerà più a fondo in Libano. Katz ha dichiarato che l'esercito libanese deve far rispettare la propria parte dell'accordo, tenere Hezbollah lontano oltre il fiume Litani e smantellare tutte le sue infrastrutture.

Se la tregua dovesse fallire, Israele entrerà in guerra non solo con Hezbollah ma anche con il Libano. L'avvertimento di Katz arriva a una settimana dall'entrata in vigore della tregua armata sul fronte nord israeliano, lungo la Linea Blu di demarcazione tra i due Paesi. La situazione rimane tesa e incerta, con il rischio di un'escalation che potrebbe coinvolgere l'intera regione.

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