Russia e Iran rafforzano la cooperazione, mentre a Roma si riapre il dialogo sul nucleare

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mosca e Teheran hanno tracciato un percorso comune, definendolo «un ampio orizzonte per una cooperazione a lungo termine». A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante l’incontro con il collega russo Sergej Lavrov, in un clima che sembra suggerire un’intesa sempre più solida tra i due Paesi. L’accordo di partenariato globale, già in essere, viene indicato come la base su cui costruire relazioni più strutturate, mentre sullo sfondo rimane la questione nucleare, che continua a catalizzare l’attenzione della diplomazia internazionale.

Proprio sul dossier atomico, l’Iran ha presentato una proposta articolata in tre fasi, mirata a limitare l’arricchimento dell’uranio in cambio della rimozione delle sanzioni statunitensi. Il piano, discusso la scorsa settimana a Mascate tra Araghchi e l’inviato speciale Usa per il Medioriente, Steve Witkoff, ha aperto la strada a un nuovo round di negoziati, previsto per domani a Roma. Sebbene i colloqui siano ancora indiretti – con l’Oman nel ruolo di mediatore – le parti li hanno definiti «positivi», nonostante le tensioni latenti.

Lavrov, da parte sua, ha ribadito la disponibilità della Russia a facilitare il dialogo tra Teheran e Washington, sottolineando però i rischi di inserire tematiche estranee al nucleare nei negoziati. «Partiamo dal presupposto che l’unica opzione per un accordo sia concentrarsi esclusivamente sulle questioni atomiche», ha dichiarato il capo della diplomazia russa, lasciando intendere che ogni deriva potrebbe compromettere un processo già delicato.

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