Strage familiare di Nuoro, l'ultimo saluto alle vittime
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Redazione Interno
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Nella città di Nuoro, la comunità si è riunita per dare l'ultimo straziante saluto alle vittime della tragica strage familiare avvenuta recentemente. Le esequie, tenutesi nella chiesa di San Domenico Savio, hanno visto la partecipazione di numerosi cittadini, visibilmente commossi, che hanno voluto rendere omaggio a Giusi Massetti, 43 anni, ai suoi figli Martina, 25 anni, e Francesco, di soli 10 anni, e a Paolo Sanna, 69 anni. La cerimonia è stata caratterizzata da un'atmosfera di profonda tristezza e dolore, accentuata dalla presenza delle tre bare bianche, simbolo dell'innocenza spezzata, e dalla bandiera dei quattro mori che copriva la bara del piccolo Francesco.
Il parroco, durante l'omelia, ha sottolineato come "il paradiso abbia le porte aperte per gli innocenti", parole che hanno risuonato con forza tra i presenti, molti dei quali non riuscivano a trattenere le lacrime. La strage, perpetrata da Roberto Gleboni, un operaio forestale di 52 anni, ha sconvolto l'intera città. L'uomo, in preda a un raptus di follia, ha ucciso la moglie, i due figli, un vicino di casa e ha ferito gravemente l'anziana madre, prima di togliersi la vita con la stessa pistola.
Il funerale ha visto anche la presenza del fratello 14enne, unico superstite della famiglia, che ha deciso di coprire la bara del fratellino con la bandiera dei quattro mori, un gesto simbolico che ha commosso profondamente tutti i presenti. La chiesa, gremita di persone, è stata teatro di un dolore collettivo, un dolore che ha unito tutti i presenti in un abbraccio silenzioso e solidale.
Le immagini di Salvatore Novellu hanno catturato momenti di grande intensità emotiva, mostrando il dolore e la disperazione dei familiari e degli amici delle vittime.




