Strage familiare a Nuoro, l'ultimo saluto alle vittime
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Redazione Interno
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Nella città di Nuoro, si sono svolti ieri i funerali delle vittime della tragica strage familiare che ha sconvolto l'intera comunità. Le esequie, celebrate nella chiesa di San Domenico Savio, hanno visto la partecipazione di numerosi cittadini, visibilmente commossi, che hanno voluto rendere omaggio a Giusi Massetti, 43 anni, Martina Gleboni, 25 anni, e il piccolo Francesco Gleboni, di soli 10 anni. Quest'ultimo, la cui bara era ricoperta da un drappo blu e dalla bandiera dei quattro mori, aveva recentemente ricevuto la Prima Comunione proprio in quella stessa chiesa.
Il parroco, durante l'omelia, ha sottolineato come "il paradiso abbia le porte aperte per gli innocenti", parole che hanno risuonato profondamente tra i presenti. La cerimonia è stata caratterizzata da un'atmosfera di profondo dolore e incredulità, accentuata dalla presenza del fratello quattordicenne, unico superstite della strage, che ha voluto personalmente decidere i dettagli del funerale del fratellino.
Roberto Gleboni, l'autore della strage, è stato seppellito all'alba del primo ottobre, senza funerali e in segreto. Don Francesco Mariani, sacerdote e direttore del settimanale diocesano "L'Ortobene", ha espresso il suo rammarico per non aver potuto celebrare le esequie di Gleboni, sottolineando che "le esequie non sono l'esaltazione di una persona, ma un momento di preghiera per l'anima di chi ha sbagliato".
La strage, avvenuta per mano di Roberto Gleboni, un operaio forestale di 52 anni, ha lasciato un segno indelebile nella comunità di Nuoro. L'uomo, armato di una pistola Beretta, ha ucciso la moglie, i due figli e un vicino di casa, ferendo gravemente anche la madre anziana, prima di togliersi la vita con la stessa arma.




