Scontro tra due treni dell’Atac all’altezza di via Prenestina, nessun ferito ma si indaga sul sistema di sicurezza
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Redazione Interno
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La mattinata di mercoledì 4 marzo è stata scandita, per l’esattezza intorno alle 11.15, da un forte boato che riecheggiato lungo via Prenestina, a Roma, ha immediatamente fatto temere il peggio. Due convogli della linea Termini-Centocelle, una delle tratte tranviarie storiche della capitale gestita dall’Atac, sono entrati in collisione in prossimità di ponte Casilino, nel punto esatto in cui il doppio binario si restringe per lasciare posto a un unico binario. I due mezzi, che viaggiavano in direzione opposta l’uno rispetto all’altro, si sono urtati lateralmente, in uno scontro che poteva avere conseguenze ben più gravi per l’incolumità dei passeggeri a bordo.
Immediato, come spesso accade in questi casi, è scattato il protocollo di sicurezza che ha portato alla rapida evacuazione dei viaggiatori dai due treni. Sul posto, oltre ai tecnici dell’azienda di trasporto pubblico capitolina, sono giunti gli agenti della polizia locale e il personale del 118, il cui intervento, per fortuna, si è limitato a poche medicazioni sul posto; tra queste, nello specifico, quella di un macchinista che, seppur scosso per la paura, ha riportato solo lievi conseguenze. Nessuno dei passeggeri, va sottolineato, ha riportato ferite, un dato che appare quasi sorprendente data la dinamica dell’impatto, avvenuto in una zona della città solitamente molto frequentata.
Il nodo del binario unico e i dubbi sul sistema di blocco automatico
L’attenzione degli inquirenti e dei vertici di Atac si concentra ora sull’esatta dinamica che ha portato i due mezzi a transitare contemporaneamente sulla sezione a binario compenetrato, un breve tratto di circa cinquanta metri dove, per ragioni di spazio, i treni delle due direzioni devono alternarsi nel passaggio. Normalmente, a scandire i flussi di marcia e a garantire che non vi siano intrusioni pericolose, ci pensa un sistema di blocco automatico: un dispositivo, cioè, che rileva la presenza di un convoglio all’ingresso del binario unico e impedisce ad altri di impegnare la stessa tratta fino al suo completo rilascio. Il fatto che due treni si siano trovati l’uno di fronte all’altro lascia supporre un malfunzionamento di questo meccanismo di sicurezza, che potrebbe essere ascrivibile a un guasto tecnico, sia a bordo dei mezzi che a terra, oppure a un errore umano nella gestione del traffico. I tecnici dell’azienda, come riferito da fonti interne, stanno setacciando i dati della centralina e i registratori di bordo per fare piena luce su quanto accaduto.
Le conseguenze sulla viabilità e il servizio sostitutivo
Nelle more degli accertamenti, che si preannunciano complessi e minuziosi, il servizio sulla linea Termini-Centocelle è stato immediatamente interrotto. Per sopperire alla mancanza dei tram, che di solito percorrono questa tratta molto utilizzata dai pendolari e dai residenti dei quartieri limitrofi, l’Atac ha disposto il potenziamento della linea bus 105, che svolge funzione sostitutiva e che è stata rinforzata con ulteriori corse per tentare di assorbire il flusso di passeggeri rimasti a terra. La circolazione stradale, inevitabilmente, ha subito rallentamenti nella zona interessata dall’incidente, complice la curiosità dei passanti e la necessità delle operazioni di rimozione dei due convogli, che hanno riportato danni alla fiancata ma che, a un primo esame, non sembrano aver subito lesioni strutturali irreparabili.
Un episodio che riaccende i riflettori sulla manutenzione
Lo scontro, seppur senza conseguenze per l’incolumità delle persone, ripropone con forza il tema dello stato di salute e della manutenzione delle linee tranviarie e ferroviarie concesse in gestione all’Atac. Non è la prima volta, del resto, che la linea Roma-Giardinetti finisce al centro dell’attenzione per episodi critici legati alla sicurezza o a disservizi. La circostanza che un meccanismo pensato per prevenire esattamente questo tipo di incidenti possa aver saltato un passaggio cruciale impone una riflessione accurata e verifiche approfondite su tutti gli impianti analoghi. Resta, per ora, l’eco di quel boato udito dai residenti, un rumore sordo che poteva celare una tragedia e che invece, per un concorso di circostanze ancora da chiarire, si è risolto solo con un grande spavento e qualche ammaccatura sulla lamiera.
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