Vertenza Unicoop e agitazione in Coop Lombardia, tavolo a gennaio e sciopero a Natale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre si profila, per l'8 e il 20 gennaio prossimi, la ripresa del tavolo nazionale di confronto tra le organizzazioni sindacali e Unicoop Etruria – la realtà nata dalla fusione di Coop centro Italia e Unicoop Tirreno –, in Lombardia il clima si è ormai surriscaldato fino alla proclamazione di uno stato di agitazione. Quel tavolo, atteso dai lavoratori, sarà il luogo deputato a esaminare nel dettaglio le possibili soluzioni per mitigare l’impatto occupazionale del piano di riorganizzazione reso noto lo scorso primo dicembre, un piano che, com’è noto, prevede una riduzione sia del personale sia della rete dei punti vendita. Una situazione complessa, quella che interessa il gruppo cooperativo, che si declina in modi differenti a seconda delle aree geografiche ma che ha come comune denominatore la profonda preoccupazione per il futuro.

Lo scontro nel Nord-Ovest

In Lombardia, infatti, la distanza tra le parti sembra essersi approfondita in maniera netta, dopo che Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno annunciato una giornata di mobilitazione per il 24 dicembre. La decisione, come si legge nel comunicato congiunto, scaturisce dalla valutazione come del tutto insufficienti delle risposte fornite dalla cooperativa in merito a tre nodi cruciali: le prospettive di sviluppo aziendale, la salvaguardia della rete commerciale sul territorio e le condizioni di lavoro all’interno dei supermercati. Una scelta, quella del sindacato, che ha colto di sorpresa la direzione di Coop Lombardia, la quale ha parlato di un atto "di grave ostilità", in grado di danneggiare soci e clienti in un periodo commercialmente sensibile come quello natalizio. Nella replica ufficiale, l’azienda ha tenuto a rimarcare come il proprio approccio sia sempre stato improntato al dialogo, sostenendo che "non sono mai venuti meno l’impegno e la volontà di trovare soluzioni condivise" per la tutela dei posti di lavoro e del potere d’acquisto dei dipendenti.

Le criticità quotidiane nei punti vendita

A rendere più aspra la vertenza, contribuiscono le segnalazioni che giungono dal basso, dai dipendenti che operano quotidianamente nei reparti. Nei supermercati Coop dell’area bresciana, per fare un esempio, si descrive un progressivo e tangibile peggioramento delle condizioni operative. Gli organici, secondo quanto riportato, sono stati ridotti al minimo, costringendo il personale, una volta terminato il proprio turno ordinario, ad assumersi anche compiti di pulizia delle corsie, in un contesto dove si registra un incremento degli infortuni e delle malattie. Una situazione che molti addetti vivono come una contraddizione stridente con i valori storici del movimento cooperativo, fondato sulla centralità delle persone. A questo malessere quotidiano, si somma l’incertezza per il domani, alimentata da operazioni aziendali come la cessione ad Eurospin dei punti vendita di Busto Arsizio e Sesto San Giovanni, episodio interpretato dai lavoratori come un preoccupante segnale sulla volontà di dismettere parte delle attività.

Il quadro d’insieme e le prospettive

Il caso lombardo, con la sua escalation che porterà allo sciopero di Natale, e l’attesa per il tavolo tecnico nazionale di gennaio per la vertenza Unicoop Etruria, disegnano un quadro articolato e teso per un segmento importante della grande distribuzione italiana. Due scenari paralleli che, seppur con dinamiche e tempistiche differenti, pongono al centro la medesima questione: il bilancio tra esigenze di riorganizzazione aziendale, spesso dettate da mercati sempre più competitivi, e la tutela concreta dell’occupazione e della qualità del lavoro. Le trattative che si apriranno a gennaio saranno dunque osservate con attenzione, poiché potrebbero delineare un modello di soluzione anche per altre realtà cooperative che si trovano ad affrontare sfide simili, in un contesto economico generale che non facilita certe operazioni.

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