Aumento dell'inflazione, la Bce abbassa i tassi
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Redazione Economia
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A novembre, l'inflazione ha registrato una crescita sia in Italia che in Europa, con un aumento rispettivamente all'1,4% e al 2,3%. Questo rialzo, che incide soprattutto sui beni essenziali, solleva preoccupazioni per le famiglie italiane e per le future decisioni della Banca Centrale Europea (BCE) in materia di politica monetaria. Nonostante l'incremento dell'inflazione, la BCE procederà al taglio dei tassi d'interesse, sebbene l'entità del taglio sarà probabilmente limitata a 25 punti base, come nei precedenti interventi. Alcuni membri del consiglio direttivo, tra cui Fabio Panetta, hanno suggerito di adottare misure più incisive, ma la cautela prevale.
La settimana è stata positiva per le principali borse europee, con gli investitori che continuano ad accarezzare l'ipotesi che la BCE scenderà in campo in modo deciso per supportare l'economia. Tuttavia, Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo dell'istituto centrale, ha invitato alla cautela sulla politica monetaria da portare avanti. Anche Philip Lane, capo economista della BCE, ha sottolineato che la stretta sui tassi non deve durare troppo, altrimenti ci sarà un impatto eccessivo su PIL e inflazione.
La crisi di governo e del debito in Francia rende più probabile il maxi-taglio dei tassi BCE a dicembre. François Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia, ha ribadito anche questa settimana la necessità di essere aperti sull'entità del taglio in base al flusso dei dati macroeconomici. Da tempo si è spostato nettamente a favore delle posizioni da "colomba" nel board della BCE, dopo una fase di cautela.
I banchieri centrali discuteranno il 12 dicembre sull'entità del taglio, che potrebbe essere di 0,25 o 0,5%, ma soprattutto sulla linea da adottare per i prossimi mesi.




