Arvedi Ast, il costo dell'energia minaccia l'occupazione
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Redazione Economia
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Il costo dell'energia elettrica in Italia, che risulta essere il doppio rispetto a quello degli altri paesi europei, sta mettendo a rischio i livelli occupazionali, in particolare nel settore siderurgico. Arvedi Ast, attraverso il suo rappresentante Menecali, ha lanciato un grido d'allarme, sottolineando come l'elevato costo dell'energia stia condizionando pesantemente tutti i settori industriali. La Lombardia, in particolare, si sta mobilitando in supporto delle sue imprese manifatturiere, chiedendo un intervento del governo per ottenere un prezzo del gas ed elettricità uniforme in Europa, al fine di evitare disparità e asimmetria nella competitività.
Durante l'ultima sessione di quotazione ad Amsterdam, il prezzo del gas ha registrato una flessione dell'1,6%, attestandosi a 46,24 euro per megawattora. Tuttavia, la speculazione sul mercato rimane una minaccia costante, rendendo difficile per le aziende pianificare le proprie attività a causa dell'elevata volatilità dei prezzi. Arvedi Ast ha messo nero su bianco le sue preoccupazioni con una pagina pubblicitaria sui maggiori quotidiani, richiamando l'attenzione del governo affinché si faccia portavoce in Europa di questa istanza.
È necessario intervenire sul meccanismo della formazione del prezzo, evitando che alle famiglie e alle imprese venga conteggiato il costo delle quote CO2 quando il produttore fornisce energia di origine eolica, solare e idrica. Inoltre, è fondamentale che il costo dell'energia non sia principalmente influenzato dai costi della centrale a minor efficienza. Questo appello, che riflette le preoccupazioni di molte aziende italiane, evidenzia l'urgenza di trovare soluzioni concrete per garantire la sostenibilità economica e occupazionale del settore industriale italiano.
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