L’ira di Andrea Stroppa contro il Corriere della Sera: «Volete intimidirmi e screditarmi, ma non finisce qui»
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Redazione Interno
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Andrea Stroppa, noto informatico e referente italiano di Elon Musk, ha scatenato una nuova polemica, questa volta rivolta al Corriere della Sera. Attraverso un messaggio pubblicato sui social, Stroppa ha accusato il quotidiano di volerlo intimidire e screditare, definendo i giornalisti «cattivi maestri» e «re leoni da tastiera». Il tono è aspro, diretto, e lascia intendere che la questione non si esaurirà qui.
Stroppa, ex hacker di Anonymous e già consulente per la cybersicurezza di Matteo Renzi, è da tempo una figura controversa nel panorama italiano. La sua ascesa, da Torpignattara ai vertici della tecnologia globale, lo ha reso un personaggio pubblico, spesso al centro di critiche e attacchi. Negli ultimi mesi, ha preso di mira esponenti politici, come Matteo Piantedosi, e partiti, tra cui Fratelli d’Italia e il Partito Democratico, in merito al ddl Spazio, una legge che regola l’uso dei satelliti in situazioni emergenziali.
Il messaggio inviato a un giornalista del Corriere – la cui identità non è stata rivelata – è stato condiviso su X, l’ex Twitter, piattaforma di proprietà di Elon Musk. Stroppa accusa il giornale di averlo attaccato per mesi, diffondendo, a suo dire, «bugie» sul suo conto. In particolare, fa riferimento al caso Sogei, in cui è indagato per concorso in corruzione. «Mi fate tenerezza», scrive Stroppa, «siete troppo pavidi per lottare in prima persona e per questo armate gli altri».
La polemica si inserisce in un contesto già teso, in cui Stroppa ha più volte utilizzato i social per difendersi o contrattaccare. La sua figura, legata a doppio filo a Elon Musk, lo rende un bersaglio privilegiato per chi critica le politiche del magnate statunitense, spesso accusato di essere troppo emotivo e poco diplomatico. Stroppa, dal canto suo, ha sempre difeso Musk, definendolo «emotivo, non fascista», in risposta a chi lo accusa di autoritarismo.
Il ddl Spazio, al centro di molte delle recenti polemiche, è una legge che regola l’uso dei satelliti in situazioni di emergenza, quando le reti terrestri non sono disponibili. Il Partito Democratico aveva presentato due emendamenti, poi approvati all’unanimità dopo una riformulazione di Fratelli d’Italia, per garantire la «salvaguardia della sicurezza nazionale» nelle comunicazioni satellitari. Stroppa, tuttavia, ha criticato duramente entrambi i partiti, accusandoli di non comprendere appieno le implicazioni tecnologiche e strategiche della normativa.
La sua battaglia contro il Corriere della Sera sembra essere l’ultimo capitolo di una serie di scontri che lo vedono protagonista. Stroppa, che si definisce un «ventriloquo» di Musk in Italia, non sembra intenzionato a fare marcia indietro. Anzi, il suo messaggio lascia intendere che ci saranno ulteriori sviluppi, anche se non specifica quali.
Intanto, il caso Sogei continua a essere un’ombra sulla sua carriera. Le indagini, ancora in corso, lo vedono coinvolto in un presunto concorso in corruzione, un’accusa che lui respinge con forza, definendola frutto di una campagna diffamatoria.
Stroppa, con il suo stile diretto e spesso provocatorio, sembra voler sfidare non solo i suoi critici, ma anche il sistema mediatico tradizionale, accusato di essere troppo lento e poco trasparente. La sua ascesa, da hacker a consulente di uno degli uomini più potenti del mondo, è stata rapida e controversa, e non accenna a fermarsi.




