Zelensky invoca l'Ue mentre i raid continuano e le versioni divergono
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Le tensioni tra Russia e Ucraina non accennano a placarsi, nonostante i tentativi diplomatici e le dichiarazioni di cessate il fuoco. Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, ha rivolto un appello all'Unione Europea, esortandola a non farsi ingannare dalle mosse di Vladimir Putin. "Putin non ci inganni", ha dichiarato, sottolineando la necessità di un sostegno concreto da parte dell'Ue. Tuttavia, le parole sembrano cadere nel vuoto, mentre i fatti sul terreno raccontano una storia diversa: circa 200 droni russi sono stati lanciati contro l'Ucraina, mentre 132 droni ucraini hanno colpito obiettivi nella Federazione russa. Una escalation che mette in discussione ogni ipotesi di tregua.
La situazione si complica ulteriormente alla luce delle recenti dichiarazioni di Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, che ha accusato Kiev di mancanza di volontà politica per la pace. "L'Ucraina dimostra una totale assenza di intenzioni diplomatiche", ha affermato Zakharova, riferendosi agli attacchi alle infrastrutture russe. Secondo la portavoce, si tratterebbe di una "provocazione premeditata" volta a sabotare le iniziative di pace, comprese quelle avanzate dall'ex presidente statunitense Donald Trump. Quest'ultimo, nelle scorse settimane, aveva telefonato sia a Putin che a Zelensky, mostrandosi ottimista sulla possibilità di riavviare i negoziati. Tuttavia, le accuse reciproche tra Mosca e Kiev sembrano aver vanificato ogni tentativo di dialogo.
Nella notte tra il 19 e il 20 marzo, il conflitto ha raggiunto nuovi picchi di intensità. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 132 droni ucraini, molti dei quali diretti verso la regione di Saratov, dove si trova la base aerea di Engels. Quest'ultima, strategicamente rilevante, è stata colpita in quello che Mosca ha definito "il raid più massiccio dall'inizio della guerra". Da parte sua, Kiev ha rivendicato l'attacco, descrivendolo come il risultato di una collaborazione tra il servizio di sicurezza ucraino e le forze per le operazioni speciali. Secondo fonti russe, nell'operazione ci sarebbero stati dieci feriti, mentre i danni alle infrastrutture non sono ancora stati quantificati.
Parallelamente, l'Ucraina ha subito un'ondata di attacchi con oltre 170 droni russi, che hanno colpito diverse regioni del paese. Le infrastrutture energetiche, già provate da mesi di bombardamenti, sono state nuovamente prese di mira, alimentando il timore di un inverno al buio per milioni di cittadini. Nonostante le dichiarazioni di Mosca, che accusa l'Europa di essersi trasformata in un "partito della guerra", le responsabilità appaiono divise. Entrambe le parti continuano a negare le accuse reciproche, rendendo difficile discernere la verità dai fatti.




