Roma perde l'Expo: una doccia fredda per l'Italia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Roma si è classificata terza nella votazione per l'Expo 2030, perdendo un ricasco economico stimato in oltre 50 miliardi di euro. La vittoria è andata a Riad, la capitale dell'Arabia Saudita, che si sta proiettando nel futuro con disponibilità finanziarie e la volontà di trasformarsi in un esempio di modernità. La città di Busan in Corea del Sud, un centro portuale del sud del paese, si è classificata seconda.

La campagna di Riad per l'Expo è stata lunga e piena di promesse di investimenti e favori. Ci sono stati voti spariti all'ultimo minuto, paesi che non hanno premuto il bottone per far abbassare il quorum, favori nazionali e personali, milioni spesi nella campagna elettorale, e carenze strategiche a monte della candidatura italiana.

Il voto dei delegati del Bureau International des Expositions (Bie) è stato un verdetto senza appello. Dallo schiacciante risultato a favore di Riad, che ha preso 119 voti contro i 17 di Roma e i 29 di Busan, emergono due dati: la strapotenza dell’Arabia Saudita e l’impotenza dei due concorrenti, Italia e Corea del Sud. Questi risultati parlano della gara per un rilevante evento internazionale, non degli equilibri planetari.

La sconfitta di Roma all'Expo è un altro segno dell'inarrestabile declino della Città Eterna. La doccia fredda di Parigi ci lascia intirizziti, ma fa pensare con lucidità.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.