Abarth valuta il ritorno alla benzina per 500, 600 e Grande Panda
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Redazione Economia
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Il vento sta cambiando in casa Abarth, e il rombo del motore termico, quel sound inconfondibile che ha fatto la storia del marchio dello Scorpione, potrebbe presto tornare a echeggiare sotto i cofani dei modelli più iconici. Secondo quanto riportato da Autocar e ripreso da diverse testate specializzate, la dirigenza Stellantis, guidata da Antonio Filosa, starebbe seriamente valutando un'inversione di rotta rispetto alla strategia recente, incentrata esclusivamente sulla trazione elettrica. L'ipotesi, tutt'altro che peregrina, verrebbe ufficializzata o smentita nel nuovo piano industriale del gruppo, la cui presentazione è attesa per il 21 maggio 2026, ma le voci che filtrano dagli ambienti di Torino e dintorni parlano di un'analisi approfondita per riportare la combustione interna nella gamma del "piccolo scatenato".
Il flop dell'elettrico e lo spettro dei dati Unrae
A spingere verso un ripensamento così radicale sarebbero i numeri, freddi e inesorabili. La scommessa della doppia elettrica, la 500e e la successiva 600e, non ha pagato. I dati diffusi dall'Unrae, relativi al mercato italiano, dipingono un quadro a tinte fosche per il brand: nel corso del 2025, Abarth avrebbe immatricolato meno di cento vetture, un dato che la pone persino alle spalle di marchi di nicchia come Aston Martin e Lotus. Un tracollo che stride con il recente passato, quando le varie 595, 695 e la Punto equipaggiate con il brillante 1.4 T-Jet facevano faville nei listini e nei cuori degli appassionati. Il responsabile europeo del marchio, Gaetano Thorel, avrebbe dovuto prendere atto della situazione, confermando implicitamente la necessità di un cambio di passo per intercettare nuovamente le richieste di una clientela che si sente tradita.
I modelli coinvolti nel possibile ritorno al termico
L'indiscrezione più succulenta, rimbalzata con insistenza, riguarda la possibile adozione di propulsori a benzina su modelli chiave come la 500 e la 600, e persino sulla nuova arrivata di famiglia, la Grande Panda. Si tratterebbe di un'operazione che non si limiterebbe a un semplice aggiornamento di gamma, ma che potrebbe rivedere l'architettura stessa dei veicoli, sfruttando la piattaforma Smart Car, capace di ospitare sia unità elettriche che endotermiche, offrendo così la flessibilità necessaria per un'operazione complessa come questa. La base tecnica, insomma, non rappresenterebbe un ostacolo insormontabile, anzi, potrebbe rivelarsi la piattaforma ideale per lanciare delle versioni "hot" che guardano al passato con la tecnologia del futuro.
Le dichiarazioni di Gaetano Thorel e gli ostacoli tecnici
Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. Lo stesso Gaetano Thorel, in passato, aveva manifestato più di una perplessità circa la fattibilità tecnica di un ritorno al termico sulla base della nuova 500, disegnata originariamente per l'elettrico. La mancanza di spazio sotto il cofano e i costi proibitivi per omologare un vecchio motore come il FireFly turbo alle stringenti normative Euro 7 rappresentano scogli non da poco. L'alternativa, come ventilato da alcuni addetti ai lavori, sarebbe quella di sviluppare un propulsore termico completamente nuovo, ma i costi di un'operazione del genere, per un marchio che venderebbe volumi tutto sommato limitati, potrebbero rivelarsi insostenibili, a meno di un ripensamento generale delle alleanze o di un ricorso massiccio a economie di scala interne a Stellantis.
La questione del sound e del DNA sportivo
Al di là delle valutazioni contabili e ingegneristiche, è la ragione stessa d'essere di Abarth a essere in gioco. Il cliente tipo dello Scorpione non cerca solo la potenza, ma un'esperienza totalizzante che passa dal sound, dalla reattività del motore, e dalla possibilità di intervenire con le proprie mani sotto il cofano, personalizzando la meccanica. Un piacere che l'elettrico, con la sua erogazione lineare e il suo silenzio innaturale per certi canoni, non può restituire. La filosofia del fondatore Karl Abarth, fatta di marmitte roboanti e motori che sembrano voler uscire dai loro vani, mal si concilia con l'appiattimento emotivo di una vettura a zero emissioni, e i puristi del marchio non hanno mai fatto mistero di questa loro insoddisfazione, alimentando il dibattito su forum e riviste.
Le prospettive per la Grande Panda e il futuro del marchio
E mentre i vertici di Stellantis riflettono, l'attenzione si concentra inevitabilmente sulla Grande Panda. Sarebbe questo il cavallo di Troia ideale per riportare in auge i motori termici a gasolina, magari in una versione Abarth che ne esalti le doti dinamiche, giocando sulla nomea e sul successo commerciale del modello Fiat. Si parla di volumi produttivi importanti per questa versione, tra le ventimila e le trentamila unità annue, un dato che renderebbe economicamente sostenibile l'operazione. Ma per avere certezze, e per capire se davvero lo Scorpione tornerà a pungere con il vecchio, caro, amato benzina, non resta che attendere il 21 di maggio, quando il nuovo piano industriale del gruppo svelerà le sue carte, decretando la vittoria dei nostalgici o la conferma di una scelta elettrica finora, a conti fatti, piuttosto deludente.




