Fiat e Abarth, il 21 maggio l’ad Filosa svela il piano: circola già l’ipotesi di una Grande Panda 4×4 e il possibile ritorno del termico sullo Scorpione

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La data è segnata: il 21 maggio. Quel giorno, come trapela da più parti e viene confermato dagli ambienti che gravitano attorno al Lingotto, Antonio Filosa – l’amministratore delegato che ha preso in mano le redini del colosso – presenterà il nuovo piano strategico per i marchi del gruppo, un piano che, a giudicare dalle premesse, ridisegnerà gerarchie, piattaforme e, soprattutto, l’identità culturale dei brand italiani. L’attesa, è doveroso premetterlo, è palpabile non tanto per le dichiarazioni di rito, quanto per i segnali concreti emersi durante la Milano Design Week del 2026, dove Fiat ha scelto di giocare in casa mescolando memoria storica e visioni future. E qui il punto si fa caldo: se per il marchio Panda si parla apertamente di una erede della mitica 4×4, per Abarth l’orizzonte sembra spostarsi nuovamente verso i motori termici, lasciando intendere una parziale inversione di tendenza dopo l’approccio ultra-elettrico degli ultimi anni.

A gettare benzina sul fuoco – o meglio, a far girare nuovamente le bielle e i pistoni – sono state le dichiarazioni rilasciate da Gaetano Thorel, head of Fiat e Abarth Europe. Intervistato proprio nel cuore degli eventi milanesi, Thorel non ha smentito i rumors relativi a una possibile Abarth termica, anzi. Pur ammantandosi di prudenza, ha spiegato che ogni eventuale operazione legata allo Scorpione dovrà passare dal vaglio di coerenza con il Dna di Karl Abarth: “Senza prestazioni adeguate – avrebbe detto – non avrebbe senso”. Una frase che, letta tra le righe, lascia intendere come il brand non possa ridursi a una semplice operazione di nostalgia o di mero marketing. Se si tornerà indietro – o meglio, se si affiancherà una soluzione ibrida performante all’attuale offerta elettrica – dovrà essere per offrire qualcosa di più cattivo, di più coinvolgente, di più rumoroso di quanto non facciano oggi la 500e e la 600e. Certo, i numeri degli ultimi semestri parlano chiaro: le vendite delle versioni a batteria sono state deludenti, e un marchio storica mente legato alla “cattiveria” sportiva con i suoi 1.4 T-Jet non può sopravvivere solo con il silenzio dei motori elettrici.

La questione della Grande Panda, tra aspettative rialzate e vincoli tecnici

Parallelamente alle riflessioni su Abarth, prende l’altra grande attesa: quella per la **Grande Panda 4×4**. Anche in questo caso, Thorel ha confermato che il progetto – caldeggiato con entusiasmo dai puristi e dai fan del marchio – è “uno dei compiti a casa” di Stellantis. Tuttavia, l’operazione non è affatto scontata. Il manager ha messo in chiaro che servono soluzioni tecniche adeguate per portare sul mercato una versione con doppia trazione, probabilmente sfruttando l’architettura che vedrebbe un motore termico all’avantreno e un’unità elettrica al posteriore. La strada maestra sembra essere quella ibrida, per rispettare le normative sulle emissioni senza rinunciare alla versatilità del fuoristrada. E le indiscrezioni tecniche si sprecano: alcuni osservatori, analizzando il render pubblicato da testate specializzate, ipotizzano l’utilizzo di un tre cilindri 1.2 abbinato a un piccolo motore posteriore, una soluzione che garantirebbe alla compatta di famiglia una marcia in più sul bagnato ma anche, e forse soprattutto, un carattere più grintoso nella guida di tutti i giorni. La piattaforma “Smart Car”, sulla quale oggi poggia la Panda, non era stata pensata originariamente per performance elevate, ma adattarla a una nuova Abarth o a una 4×4 significherebbe modificarne profondamente lo spirito.

Lo scenario industriale: non solo modelli, ma una nuova gerarchia per i brand

Il 21 maggio, in fondo, non sarà solo il giorno delle auto. Come riportato da diverse agenzie e fonti vicine al dossier, il piano di Antonio Filosa prevede un ridisegno sostanziale degli investimenti: i quattro pilastri principali diventeranno Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, attorno ai quali ruoteranno le risorse maggiori, mentre marchi come Alfa Romeo, Citroën e Opel avranno un ruolo più di nicchia, relegati a mercati specifici dove già godono di buona salute. Una strategia, questa, che segna un cambio di passo netto rispetto alla distribuzione uniforme delle risorse voluta in precedenza. Ma per Fiat e Abarth, l’inserimento in questo club ristretto è un’arma a doppio taglio: da un lato significa più fondi per lo sviluppo, dall’altro pressione massima per produrre utili e modelli che facciano davvero volume. E la scommessa su un’Abarth termica (o ibrida performante) è proprio il tentativo di intercettare quella fetta di pubblico che è rimasta delusa dalle prestazioni tiepide delle elettriche e che chiede a gran voce il ritorno al sound meccanico.

Un compleanno importante e le certezze produttive

A tenere banco, infine, c’è la ricorrenza della **500**. Il 2027 segnerà i settant’anni dall’uscita della celebre utilitaria, e Fiat intende celebrare l’evento con il ritorno della produzione a Mirafiori, nel cuore di Torino. Un segnale politico e industriale importante, che sottolinea la volontà di preservare il made in Italy anche in un’era di piattaforme globali e condivisioni tecniche. Quanto alla Grande Panda, invece, i tempi sembrano più contingentati: se la versione 4×4 vedrà la luce, sarà verosimilmente a cavallo tra il 2026 e il 2027, ma tutto dipenderà dalla fattibilità tecnica e dai costi. Stellantis, dal canto suo, non ha fretta di bruciare le tappe, ma l’orologio scandisce i giorni che mancano al 21 maggio. E quella data, oggi cerchiata in rosso, potrebbe davvero rappresentare l’atto di nascita di una seconda giovinezza per lo Scorpione, a patto che i vertici del gruppo abbiano il coraggio di tornare a far rombare i motori.

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