Salario minimo e previdenza, le nuove proposte in Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Commissione Bilancio della Camera ha recentemente ripescato l'emendamento unitario delle opposizioni sull'introduzione del salario minimo in Italia, fissando un limite di 9 euro all'ora sotto il quale non si può scendere. La riammissione dell'emendamento è avvenuta sabato, a seguito di un ricorso, dopo che il giorno precedente la modifica era stata dichiarata inammissibile per estraneità di materia, in quanto, pur recando una disciplina organica volta a introdurre il salario minimo legale, conteneva norme che, pur essendo di carattere prevalentemente ordinamentale, apparivano suscettibili di produrre effetti finanziari.

Parallelamente, si discute anche di un nuovo meccanismo di silenzio-assenso, proposto dal ministro del lavoro Marina Calderone, per destinare il trattamento di fine rapporto (Tfr) ai fondi pensione. Questa misura, volta a dare una scossa al mondo della previdenza integrativa, non era stata inizialmente inclusa nel testo della legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri il 22 ottobre. Tuttavia, la questione del silenzio-assenso è stata recentemente inserita dalla maggioranza di governo nella lista degli emendamenti riammessi alla manovra di Bilancio, con l'obiettivo di configurare un semestre di silenzio-assenso per destinare il Tfr dei lavoratori alla pensione complementare, incentivando così questo tipo di previdenza.

Due emendamenti alla legge di Bilancio propongono di riaprire la partita del silenzio-assenso per il conferimento del Tfr ai fondi pensione. La prima proposta, a firma di Tiziana Nisini (Lega), chiede l'introduzione di una finestra dal primo aprile al 30 settembre 2025, mentre Walter Rizzetto (Fratelli d'Italia) propone di far partire il semestre il primo gennaio. Queste iniziative mirano a potenziare la previdenza complementare, modificando il panorama previdenziale per lavoratori e imprese.

In attesa della definizione della lista definitiva degli emendamenti, prevista per mercoledì 20 novembre, è evidente il valore segnaletico della scelta della maggioranza di governo, che ritiene utile configurare un semestre di silenzio-assenso per destinare il Tfr dei lavoratori alla pensione complementare, spingendo così questo tipo di previdenza.

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