L'Italia dice addio all'idea di un salario minimo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'Italia ha deciso di abbandonare definitivamente l'idea di un salario minimo. La proposta di un salario minimo fissato per legge a 9 euro l'ora è stata respinta. La Camera, dopo aver bocciato di nuovo la proposta delle opposizioni, ha votato una legge delega al governo per una "retribuzione equa". Un ordine del giorno alla legge chiede di valutare retribuzioni più alte al nord Italia nel settore pubblico.

Questa volta l'addio alla chimera del salario minimo è pressoché definitivo. La Camera dei deputati ha approvato la delega al governo per la riforma del mercato del lavoro, che prevede al posto del salario minimo la definizione, per ora vuota, di "retribuzione equa", tra le proteste di tutti i gruppi di opposizione, che per l'ennesima volta si sono visti respingere la propria proposta unitaria di un salario minimo di 9 euro lordi all'ora.

"Salario minimo, Foti (FdI): L'opposizione sfrutta i lavoratori a fini politici" è stato dichiarato il 07 dicembre 2023. "Il Governo non ha cassato nulla. Questa è una risposta che viene dal Parlamento con una legge delega data al Governo. Noi abbiamo sostenuto all'inizio che la soluzione sta nel dare maggior valore, importanza e valenza alla contrattazione collettiva nazionale. C'è chi gioca sulla pelle dei lavoratori.

Dopo la sonora bocciatura dell'emendamento sul salario minimo presentato dalle opposizioni che puntava a riscrivere la legge delega voluta dalla maggioranza, il leader pentastellato perde letteralmente le staffe.

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