Il Cnel dice no al salario minimo
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Redazione Interno
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Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (Cnel) ha deciso di non procedere con l'introduzione di un salario minimo legale. Questa decisione è stata presa nonostante le recenti sentenze della Cassazione che descrivevano un "salario minimo costituzionale". Invece di introdurre un salario minimo, il Cnel ha proposto una serie di nuovi compiti per se stesso, tra cui diventare il fulcro di un "piano di azione nazionale" a sostegno della contrattazione collettiva e la sede del "National productivity board per l'Italia".
Il documento quasi finale, che sarà presentato ai 64 consiglieri del Cnel per essere emendato e poi votato in assemblea plenaria giovedì, parla poco di salario minimo. La commissione "Informazione" ha terminato il lavoro istruttorio ieri.
Il documento di "analisi" elaborato dal Cnel e presentato il 4 ottobre sul salario minimo, è stato criticato per non essere un esame approfondito per arrivare ad una soluzione per combattere il lavoro povero. Non aggiunge nulla a ciò che si conosce già e riprende i dati ultra noti dell'Inps.




