Crosetto: “Attacco a Mattarella da sedicente portavoce, non dalla Russia”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’attacco rivolto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato definito dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, come proveniente da “una sedicente portavoce, non dalla Russia”. A margine di una cerimonia a Gorizia, Crosetto ha precisato che l’episodio va relegato “a quello che è”, aggiungendo che la persona in questione, Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, “ci ha abituati in questi anni a dire di tutto e di più”. La polemica è scaturita dalle dichiarazioni di Zakharova, che ha definito “invenzioni blasfeme” le parole pronunciate da Mattarella durante un discorso tenuto lo scorso 5 febbraio all’Università di Aix-Marseille, in occasione del conferimento di una laurea honoris causa.

Nel suo intervento, il capo dello Stato italiano aveva tracciato un parallelismo tra l’invasione russa dell’Ucraina e le azioni del Terzo Reich, un accostamento che ha suscitato la reazione di Mosca. Mattarella, nel corso della cerimonia, aveva sottolineato l’importanza della difesa dei valori democratici e della libertà, richiamando l’attenzione sui pericoli rappresentati da regimi autoritari. Il riferimento, seppur non esplicito, è stato interpretato come un chiaro richiamo alla politica espansionistica della Russia di Vladimir Putin.

La risposta di Zakharova, arrivata nove giorni dopo il discorso, ha scatenato un’ondata di solidarietà bipartisan verso Mattarella. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso il sostegno unanime del governo e della nazione, definendo gli attacchi della portavoce russa come un’offesa non solo al presidente, ma all’intero Paese. “Gli insulti della portavoce del ministero degli Esteri russo offendono l’Italia, che il capo dello Stato rappresenta”, ha dichiarato Meloni in una nota ufficiale.

Il Quirinale, da parte sua, ha mantenuto un profilo riservato, limitandosi a ribadire la fermezza delle posizioni espresse da Mattarella nel suo discorso. Il parallelo tra l’aggressione russa in Ucraina e le azioni del regime nazista, seppur forte, è stato accolto come un monito necessario da gran parte della classe politica italiana, che ha riconosciuto nel presidente una voce autorevole e coerente con i principi fondanti dell’Unione Europea.

Il discorso di Mattarella, diviso in una prima parte in francese e una seconda in italiano, ha toccato temi cruciali come la difesa della democrazia, il rispetto del diritto internazionale e la condanna di ogni forma di autoritarismo. Le sue parole, pronunciate in un contesto accademico prestigioso, hanno assunto un valore simbolico, diventando un punto di riferimento per chi vede nella crisi ucraina una minaccia alla stabilità globale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.