Mosca attacca Mattarella: la reazione russa al parallelo con il Terzo Reich
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Redazione Interno
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La tensione diplomatica tra Italia e Russia si è acuita dopo le dichiarazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che durante un discorso all’Università di Marsiglia ha paragonato l’invasione russa dell’Ucraina al progetto espansionistico del Terzo Reich. Un confronto storico che ha scatenato una reazione dura da parte di Mosca, definita “isterica” da alcuni osservatori, e che ha portato la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, a bollare le parole di Mattarella come “invenzioni blasfeme”.
La reazione russa, che non si è fatta attendere, riflette la sensibilità di un Cremlino sempre più intollerante verso critiche esterne, soprattutto quando queste toccano il cuore della narrativa propagandistica con cui Vladimir Putin giustifica l’aggressione all’Ucraina. Mattarella, nel suo intervento, ha sottolineato come l’invasione russa rappresenti una violazione palese del diritto internazionale e dei principi di sovranità nazionale, richiamando alla memoria gli orrori del nazismo. Un parallelismo che, se da un lato ha trovato il sostegno di chi, come il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak, lo ha definito “una caratterizzazione impeccabile della guerra russa”, dall’altro ha fatto infuriare Mosca, abituata a respingere ogni accostamento con il regime hitleriano.
Podolyak, commentando le parole di Zakharova, ha evidenziato come la reazione nervosa della Russia sia sintomo di un disagio profondo: “Mattarella dice la verità, ecco perché Mosca è nervosa”. Del resto, il presidente italiano non ha fatto altro che ribadire una posizione chiara e netta, lontana da ambiguità e opportunismi, che da quasi tre anni denuncia la violenza e la menzogna su cui si fonda l’aggressione russa. Una posizione che, pur non essendo nuova, ha assunto un peso simbolico particolare in un contesto internazionale sempre più frammentato, dove le alleanze si ridefiniscono e le pressioni diplomatiche si intensificano.
La reazione di Mosca, tuttavia, non sembra destinata a fermarsi alle parole. Il Cremlino, che si sente rafforzato da un contesto globale in cui figure come Donald Trump hanno contribuito a sdoganare l’immagine di Putin, potrebbe cercare di inasprire ulteriormente il tono dello scontro. Mattarella, dal canto suo, non ha bisogno di difensori: le sue parole, radicate nella verità storica e nella difesa dei principi democratici, rappresentano un monito contro chi calpesta il diritto dei popoli alla libertà.




