Mosca contro Mattarella: il paragone con il Terzo Reich scatena la reazione russa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante un discorso all’università di Marsiglia la scorsa settimana hanno scatenato una dura reazione da parte della Russia. Il capo dello Stato, nel corso del suo intervento, ha paragonato l’invasione russa dell’Ucraina, iniziata nel febbraio 2022, all’espansione del Terzo Reich nazista, un accostamento che Mosca ha definito inaccettabile e destinato a non rimanere senza conseguenze. A ribadirlo con toni decisi è stata Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, intervenuta ieri sera nel programma televisivo Serata con Vladimir Solovyov su Rossiya-1.

Zakharova, che oggi ha ripubblicato il suo intervento anche sul proprio canale Telegram, ha sottolineato come il paragone tra la Russia e il regime hitleriano, pronunciato nell’anno dell’80esimo anniversario della vittoria sovietica nella Grande Guerra Patriottica, rappresenti un affronto alla memoria storica del Paese. “Queste parole non resteranno senza conseguenze”, ha dichiarato, lasciando intendere che la questione potrebbe avere ulteriori sviluppi sul piano diplomatico.

La replica di Mosca non è passata inosservata in Italia, dove l’eurodeputata del Partito Democratico e vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha espresso solidarietà a Mattarella, definendo “intollerabili” le minacce provenienti dalla portavoce russa. In una nota, Picierno ha criticato l’assenza di una strategia strutturata da parte del governo italiano per contrastare la propaganda putiniana nel Paese, un vuoto che, a suo avviso, alimenta un pericoloso senso di impunità.

Il paragone tra la Russia e il Terzo Reich, già al centro di polemiche in passato, riapre una ferita che va ben oltre la retorica politica. Mattarella, nel suo discorso, ha voluto evidenziare come l’aggressione russa all’Ucraina rappresenti una violazione dei principi di sovranità e integrità territoriale, richiamando alla memoria gli orrori del nazismo. Un parallelismo che, se da un lato ha trovato consenso tra chi vede nell’invasione un atto di imperialismo, dall’altro ha suscitato critiche per la sua durezza e per il rischio di banalizzare una pagina tragica della storia europea.

La reazione russa, tuttavia, non si limita a una mera condanna verbale. Zakharova, nel suo intervento televisivo, ha ribadito che Mosca non intende lasciare cadere nel vuoto le parole di Mattarella, lasciando aperta la possibilità di ulteriori passaggi sul piano internazionale. Una situazione che, al di là delle dichiarazioni, rischia di complicare ulteriormente i già tesi rapporti tra Italia e Russia, in un contesto globale segnato da tensioni crescenti.

Intanto, il dibattito sulle parole del presidente della Repubblica continua a dividere l’opinione pubblica. C’è chi, come l’analista Eugenio Lanza, ritiene che Mattarella abbia commesso un doppio errore: da un lato, banalizzando la complessità storica del nazismo; dall’altro, fornendo alla Russia un pretesto per alimentare la propria narrativa anti-occidentale. Altri, invece, vedono nel paragone un monito necessario, un richiamo alla responsabilità collettiva di fronte a un conflitto che ha già causato migliaia di vittime e destabilizzato l’intera regione.

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