Solovyov attacca Mattarella: “Russia come il Terzo Reich? Non capite di cosa parlate”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo aver scatenato la bufera diplomatica con gli insulti alla presidente del Consiglio, il volto noto della tv di Stato russa Vladimir Solovyov ha ulteriormente alzato il tiro, prendendo di mira questa volta il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Nel corso della puntata del suo programma intitolata "Appello all'Italia - finanziatori del nazismo", il giornalista – che veste spesso una giacca con falce e martello a simboleggiare la sua fedeltà al Cremlino – ha risposto alle recenti dichiarazioni del Quirinale con toni tipici della propaganda bellicista. Solovyov, infatti, ha citato i leader italiani senza mai nominarli direttamente, un vezzo retorico che sembra quasi voler sottolineare la presunta universalità delle sue accuse: "Ricordatevi le affermazioni dei vostri politici in carica: quando un vostro politico, come un ministro, dice del comandante supremo che 'è peggio di un animale', quando il vostro presidente paragona il nostro Paese al Terzo Reich non capite di cosa parlate". Una stoccata che fa riferimento esplicito, sebbene per ellissi, al Presidente Mattarella e all'ex ministro Luigi Di Maio, quest'ultimo finito nel mirino per le sue passate dichiarazioni su Putin.

La commemorazione storica che scatena la reazione

Le parole del conduttore russo – che il Dipartimento di Stato americano ha definito il più energico propagandista del Cremlino – arrivano a ridosso delle celebrazioni del 25 aprile, quando il presidente Mattarella aveva sottolineato come "il prevalere della legge del più forte crei barbarie", condannando implicitamente l’invasione dell'Ucraina e i totalitarismi. Solovyov, approfittando della ricorrenza, ha tentato di ribaltare la narrazione storica, accusando l’Italia di aver dimenticato il proprio passato. "Voi, italiani, forse non lo sapete – ha tuonato – ma voglio che sappiate della vergogna dei vostri nonni e bisnonni venuti in questa terra per uccidere i cittadini sovietici". Un riferimento, questo, alla campagna di Russia nella Seconda guerra mondiale, riproposto dal presentatore per giustificare l’odierna linea dura di Mosca contro Kiev. A impreziosire il teatrino della disinformazione ci ha pensato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che su Telegram ha spalleggiato il collega scrivendo: "L'unica persona che può trovare le parole giuste in questa situazione è Vladimir Solovyov. Fratello, non deludermi".

L’escalation verbale e le conseguenze diplomatiche

Non si tratta, va detto, di un episodio isolato ma dell’ennesimo capitolo di una guerra mediatica condotta dai canali di Stato russi, nella quale l’Italia è stata elevata a bersaglio prioritario per il suo sostegno militare e finanziario all’Ucraina (basti pensare ai recenti 90 miliardi di prestito stanziati dall’Ue). Solo poche ore prima, Solovyov aveva insultato la premier Giorgia Meloni con epiteti volgari e sessisti – "idiota patentata" e "vergogna della razza umana" – costringendo il ministro degli Esteri Antonio Tajani a convocare d’urgenza l’ambasciatore russo a Roma, Alexey Paramonov. Il conduttore, che conosce bene l’Italia tanto da possedere (fino al sequestro) ville sul lago di Como, ha dimostrato ancora una volta come la macchina della propaganda del Cremlino miri a delegittimare le istituzioni democratiche, usando un linguaggio grezzo e talvolta in italiano proprio per massimizzare l’impatto emotivo sull’opinione pubblica.

La strategia della tensione nella quale l’Italia è ostaggio

Dalle parole di Solovyov emerge un disegno preciso, che prescinde dalla logica per rifugiarsi in un delirio di onnipotenza post-sovietica. Il giornalista, infatti, ha accusato l’Italia di aver "allevato il nazismo ucraino", un’accusa grave che fa leva sui fantasmi del Novecento per giustificare le brutalità del XXI secolo. L’attacco a Mattarella, figura super partes e garante della Costituzione, rappresenta un salto di qualità rispetto alle precedenti ingiurie rivolte a singoli esponenti politici; è un tentativo di minare le fondamenta morali del Paese. Mentre la Farnesina valuta ulteriori passi, come l’espulsione di diplomatici o il rafforzamento delle sanzioni, la macchina della propaganda russa non accenna a fermarsi, e l’ombra dell’ambasciatore Paramonov – già convocato per le parole volgari contro Meloni – si allunga sui delicati equilibri tra Roma e Mosca.

Meta Description: Vladimir Solovyov attacca il presidente Mattarella, paragonando i riferimenti al Terzo Reich a incomprensione. Nuovo caso diplomatico tra Italia e Russia.

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