Il Milan di Tare tra stabilità ritrovata e la necessità di programmare il futuro
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Redazione Sport
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Nel pre-partita della sfida dello stadio Zini che vede opposti la sua squadra alla Cremonese, il direttore sportivo del Milan Igli Tare ha tracciato un bilancio dell'annata, parlando ai microfoni di DAZN con un tono che cercava di coniugare la concretezza del lavoro svolto con la proiezione verso quella che sarà la prossima stagione. Partendo dal presupposto di un club che, dodici mesi fa, usciva da un'annata ben lontana dagli standard che ci si aspetta, l'obiettivo primario che la dirigenza si era posta, come ha spiegato lo stesso dirigente, era quello di restituire un'identità solida al gruppo, di gettare quelle basi che sole permettono di ambire a traguardi di prestigio come un posto nella prossima Champions League. Un cantiere aperto, quello descritto da Tare, che ha visto l'innesto di ben dodici elementi nuovi in rosa, un ricambio che inevitabilmente richiede una fase di assestamento, di metabolizzazione dei meccanismi, e che può giustificare, nel suo ragionamento, qualche passo falso lungo il percorso.
La gestione del gruppo dopo il ko e la fiducia nei presupposti costruiti
La sconfitta patita sette giorni prima contro il Parma, un ko che ha di fatto allontanato le flebili speranze-scudetto, non deve, nelle parole del ds, scalfire le certezze accumulate in sei mesi di lavoro e di risultati positivi. C'è la consapevolezza, nel club, che l'ostacolo rappresentato oggi dalla formazione di Davide Nicola, squadra che all'andata aveva fermato i rossoneri a San Siro, vada superato per affrontare con lo slancio giusto la settimana che porterà al derby. Tare ha sottolineato come l'approccio alla partita di Cremona dovesse essere quello giusto, quello di una squadra che, nonostante il contraccolpo psicologico di cui qualcuno poteva temere gli effetti, ha la possibilità di rialzarsi immediatamente, sfruttando l'occasione per tornare a macinare gioco e punti. La concentrazione del gruppo, a suo avviso, resta focalizzata sull'obiettivo principale, quello di assicurarsi un posto nella massima competizione europea, guardando con entusiasmo a ciò che verrà.
La pianificazione della prossima annata in assenza di certezze europee
Uno dei nodi cruciali affrontati dal direttore sportivo nel corso dell'intervista ha riguardato la programmazione della stagione futura, un esercizio complesso quando ancora non c'è la matematica sicurezza di quale sarà il palcoscenico su cui si giocherà. La risposta di Tare ha delineato un metodo: quello del confronto costante all'interno della società, della condivisione di una visione che prescinda, almeno in questa fase, dalla variabile Champions. La prossima stagione, ha spiegato, si preannuncia diversa, più densa di impegni, e il Milan ha il dovere di presentarsi ai blocchi di partenza come una squadra competitiva, a prescindere dal campionato che andrà a disputare. In questo senso, le idee, seppur possano talvolta non essere perfettamente allineate tra le varie componenti della società, trovano un punto d'incontro nell'interesse superiore della maglia, nel "bene comune" che deve guidare ogni scelta. Nel frattempo, sul terreno dello Zini, la squadra di Allegri cercava di dare una risposta concreta a quelle parole, con un modulo che vedeva Leao e Pulisic supportati da un centrocampo folto, nel tentativo di scardinare la resistenza dei grigiorossi.




